lana caprina

"abbiamo bisogno di una barca più grande"

Sestante

Per prendere il largo,
o far ritorno al porto,
serve lo strumento adatto.
Per navigare sicuri in questa
rada, tra secche, correnti
e rocce a pelo d'acqua,
gettate ogni tanto un occhio
al portolano.

Nuovi del molo? Leggete qui (facendo attenzione agli
aggiornamenti a fondo post).

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Rubriche 2005
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in rete c'è tutto
ship of fools

Rubricaprina
piemontese caprino

Registro navale

Il presente natante,
mi pare patente,
non è una testata giornalistica,
benché incidentalmente
ci scriva un giornalista
e una cucina editoriale
esista.
Una periodicità c'è,
per le rubriche cadenzate,
ma quale sia
non domandate.
Scoprirlo potrete,
se vorrete.
Nel frattempo:
è cosa assodata,
non state prendendo
una testata.

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Abbiamo vogato

solo *loading* volte

martedì, 28 giugno 2005
da una celebrità all'altra

Il sobrio titolo è quello d'un lancio stampa che mi arriva da Hiroshima Mon Amour s'un avvicendamento in una delle serate del festival Traffic, da domani a Torino. Trascrivo riassumendo.

Incassato il forfait annunciato in extremis da Martin Gore dei Depeche Mode, (...) la direzione artistica di Traffic rilancia affidando il ruolo di dj ospite nella serata inaugurale del festival (...) ad Asia Argento. Grande appassionata di musica (...) una della massime icone contemporanee del cinema italiano nel mondo (...) si cimenta così nell'insolito ruolo di disc jockey. (...). «Da tanti anni mi diverto a fare la deejay nella mia cameretta, ma non avevo mai avuto il coraggio di esibirmi in discoteca», ha dichiarato recentemente (...).

Ma tu pensa: schiere di coglioni che da piccoli (cioé fino ai quaranta) suonano una chitarra d'aria nella loro cameretta, per poi finire come precari di call-center, quando bastava diventare icone contemporanee per venire chiamati a mettere i dischi al posto d'un musicista vero. Ragazzi, qui non è questione d'avere il padre ammanicato o di non saper né leggere né scrivere, è che dovevate diventare icone, mica cercarvi un lavoro serio.

varato da: nikink alle 00:39 :: link :: commenti ::
ultima fermata

lunedì, 27 giugno 2005
la lettera granata

Con tante scuse ad Hawthorne per l'abuso nel titolo, danza nel mio animo una grande A. Lo so, sono uno snobbone e, come tale, disprezzo molte cose del calcio. Però part-time: infatti mi sciroppo in tv tutti gli europei ed i mondiali, incluse Bulgaria-Kuwait et similia. Addirittura poi ieri sera ero qui, un'era geologica dopo l'ultima volta (mi pare Torino-Bruges di coppa Uefa nel '78 o '79, ma la memoria è labile e la ricerca in rete non mi conforta). Del resto, anche due anni fa ero in strada, perché il Toro è uno stato d'animo che va al di là dello sport e del business ed in certe occasioni non si può non esserne il popolo. So che sto facendo retorica. Inutile spiegare oltre, chi sa capisce e gli altri...

Volevo solo scrivere queste righe e, da popolano per un giorno, auspicare sei punti in meno per i gobbi l'anno che verrà.

varato da: nikink alle 23:57 :: link :: commenti ::
roba chic

venerdì, 24 giugno 2005
perle ai porci

La storia è triste, l'ho letta su Apogeo e la potete approfondire con questi link. Un'iniziativa encomiabile di partecipazione proposta dal LA Times - il wikitorial, ovvero l'editoriale editabile dal pubblico - mandata in vacca in pochi giorni. La rete è cosa bella e partecipata finché si resta tra gli happy few; appena s'allarga l'utenza ci si trova a mollo tra gli stronzi. Non molto dissimile dalla vita reale. Poi non si dovrebbe diventare snob. Vabbè...

Già che ci siamo, anche se voi non siete poi così porci e le mie non sono quelle gran perle, ci pare onesto avvisarvi che la frequenza del postaggio qui s'è fatta estiva. Diciamo massimo tre post la settimana. Ci siamo accorti che le già poche visite sono ulteriormente scese. Benché neofiti, crediamo che questo sia normale d'estate. Si esce (chi può: a dire il vero io sono in piena alta stagione al lavoro, ho la famiglia al mare ed una serie d'altri impedimenti che, come diceva quel tal modello richiesto di spiegare perché non bevesse il tale amaro, "sono fatti miei"). E, se non si esce, il monitor si riempe di moschini e non invoglia alla navigazione. Comunque, garantiamo un presidio fino a fine luglio. Ad agosto, valuteremo: se gli accessi svaniscono, faremo altrettanto.

varato da: nikink alle 23:56 :: link :: commenti ::
roba rete, portolano

giovedì, 23 giugno 2005
estremismi produttivi

Vagando alla ricerca d'intelligenza sul pianeta, per buona sorte se ne trova ancora. Spesso in ambiti estremi, dove menti febbrili in lucido controllo di sè creano provocazione. Oggi ho spolpato uno speciale che il Guardian ha dedicato mesi fa a Robert Crumb e ho guardato con attenzione le foto di Elisabeth Ohlson, segnalate giorni addietro da un amico. Due artisti: maschio / femmina; yankee / nordica; vecchio / giovane... accumunati dall'essere artisti visivi e da un uso produttivo della provocazione.

Così alternativo da lasciare al palo anche l'ambiente underground della West Coast sessantottina "peace & love" che l'aveva eletto guru suo malgrado, Crumb è sempre stato sopra le righe del buon gusto e del politicamente corretto, come "spiega" in quest'immagine creata ad hoc per lo speciale (recuperata tra i molti link di fondo intervista). Alle accuse di machismo e razzismo, così replica (traduzione mia, per quel che vale): "Non direi d'essere un razzista estremo o provare orgoglio o divertirmi all'idea del razzismo, ma siamo tutti cresciuti in questa cultura e tutti abbiamo queste tensioni e penso solo che sia qualcosa con cui bisogna fare i conti. Io cerco di farli in modo umoristico e di stuzzicare il punto più sensibile, dove la gente sente più nervosismo e disagio". Onesto come solo un artista può essere.

Dal machismo al frocismo, se mi passate la battuta, ecco il lavoro più conosciuto della Ohlson, quell'Ecce Homo che le è costato ostracismo cattolico e benpensante, attacchi personali, una vita quasi blindata. Da un articolo su La Stampa, in occasione dell'esposizione romana durante il gay pride giubilare nel 2000, la fotografa svedese spiega: "Ho riscritto la vita di Gesù in modo che anche i gay possano identificarvisi. In Africa trasformano il Cristo in un nero" ed ancora "come Gesù non aveva un tetto, anche gli omosessuali sono relegati ai margini". Evangelica come solo un artista sa essere.

Mi chiedo perché solo andando a sfruculiare negl'interstizi si possa creare pensiero costruttivo. Una risposta la trovo in un ambito all'apparenza distante dall'arte. Potenza del paradosso.

varato da: nikink alle 12:41 :: link :: commenti ::
roba pesa

martedì, 21 giugno 2005
apparizioni

Ho guardato il muro abbastanza a lungo e la mia costanza è stata premiata. M'è apparso un giovane eroe barbuto, nell'atto di stendere il collo in avanti e guardar timidamente in tralice; le spalle colossali coperte d'un mantello in presumibile pelliccia. Il viso, più che l'aspetto generale, potrebbero farlo classificare nella categoria dei gesù, ipotesi che viene rafforzata dalla visione appena percepibile d'un satana tra i lembi della pelliccia ed il ventre dell'eroe.

Sto pensando di fotografarlo, dar contrasto al contorno in Photoshop, ed inviarlo in Vaticano: ci sarà ben un account ad hoc. Che so, visioni_laterizio@vatican.va per dire. Forse dovrei segnalare il fatto che sul muro ho applicato le Antiche Terre Fiorentine. Forse, meglio, potrei chiamare questi delle Terre e proporgli un pay-off devastante. Che so, "vivi la tua visione"... mmh... non mi viene... non so, magari mi alzo. Che caldo.

varato da: nikink alle 18:28 :: link :: commenti ::
ultima fermata

lunedì, 20 giugno 2005
ship of fools # 1

La quantità di fuffa e weird stuff che si trova in rete soverchia le nostre povere facoltà. Ci tocca d'affrontarla con fiero piglio redazionale ed inventar spazi. Un parte di queste minchiate le troviamo, ad esempio, su Boing Boing (link a sinistra in escursioni). Quei bastardi non fanno un cazzo tutto il giorno, girano in rete e pubblicano almeno dieci post al dì. Questa rubrica viene offerta come servizio di pubblica utilità a chi ha poco tempo.

Oggi presentiamo gente che ha uno strano rapporto con l'universo femminile. Come i tipi cechi (di nazionalità, ma forse anche a forza di pippe) che hanno inventato un sistema per suscitare il menarca alla Barbie. Ma si può buttar via così il Campari? Altri personaggi poco raccomandabili sbavano per le donne armate nei film e ci regalano l'immancabile sito sulla loro perversione. Per ultimi, presentiamo i goliardi che si divertono a rimaneggiare le copertine dei romanzi rosa. A quando un tribunale internazionale per i crimini contro Photoshop?

UPDATE 21/6
Il sito ceco continua a non essere visibile, mi scuso per l'apparente umorismo vitaliano (nel senso di Alvaro). Vi segnalo, per immaginarlo, che è composto da una sequenza fotografica i cui soggetti sono una Barbie, un trapano, dei cotton fioc e del bitter Campari.

varato da: nikink alle 12:01 :: link :: commenti ::
ultima fermata

sabato, 18 giugno 2005
una Voce poco fa

Ancora e sempre recuperando gli arretrati di newsletter, oggi ho tempo per quelli un poco più impegnativi per la mia materia ingrigita. Valgono un rilancio alcuni articoli de La Voce.
Tommaso Monacelli tenta, con un equilibrio commovente, di sfatare alcune opinioni tagliate con l'accetta su cosa sarebbe stato dell'Italia senza euro. Daniel Gros scrive un nuovo capitolo di chiarezza su un altro moloch dell'informazione terroristica: il pericolo cinese successivo alla fine del regime di quote nel comparto tessile.
Un altro balsamico soprassalto etico l'ho avuto leggendo quest'intervento su Parma che tenta d'imitare New York. Coi miei soldi. Qui invece, l'economista Richard Baldwin spiega alcuni meccanismi per far funzionare meglio la macchina di bilancio europea. Non sono all'altezza di giudicare le sue proposte ma v'invito a condividere la glossa finale "il sogno di un'Europa diversa". Anche un arido economista yankee può dimostrare afflati da rockstar stile Bono. Magari pure più documentati.

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roba pesa

venerdì, 17 giugno 2005
fai una cosa sola ma falla bene

Sembra che in rete stia prendendo il largo un ircocervo commerciale quasi inconcepibile nel mondo là fuori: il negozio che vende una cosa sola. Un salto nell'eterna circolarità del tempo di troppo azzardo anche per il genio profetico di Cochi e Renato che almeno, nei pressi del supermarket, vendevano tacchi, dadi e datteri. E un pacco di maltagliati senza riga (da cinque chili, nel cellophane, ché non si sa mai). Ovvero, quattro cose.

Avevamo già segnalato woot, il sito USA messo in piedi dai commessi d'un tech mall, che vende una cosa al dì, dall'alba all'occaso. Chez nous, ora si vende un libro fino ad esaurimento scorte, non per dieci, non per cinco, ma per uno iuro solo, più spese. Più spese che libro, va là. Chissà se fungerà? Di certo, ci temprerà nella lotta al chinese marketing. Nel celeste impero - che credete! - 'un si falsificano solo borsette, ma pure libri.

varato da: nikink alle 23:51 :: link :: commenti ::
roba rete

giovedì, 16 giugno 2005
telepollo

Sto leggendo gli arretrati delle mie varie newsletter. Questa perla d'articolo vale il rilancio. LOL assicurato.

varato da: nikink alle 10:44 :: link :: commenti ::
ultima fermata

mercoledì, 15 giugno 2005
variazioni radiofoniche

La radio conosce una costante fortuna che la rete ha ulteriormente ampliato, permettendo a tutti i connessi di fottersene (almeno a casa, se non in auto) del tipico balletto immobile all'italiana che sta frenando lo sviluppo della tecnologia digitale DAB. Medium ad ampio spettro, la radio armonizza tutti i registri dalla pop chart al radiodramma, dall'intrattenimento ai microfoni aperti. Sul web ha sviluppi nuovi dal basso. Abbattendo i costi di diffusione, in analogia al fenomeno blog, il podcasting promette di diffondere a breve le radio personali. Come quella di David Byrne, che ci fa ascoltare la colonna sonora delle sue giornate. La cultura musicale del tipo è fuori discussione, così il nostro arricchimento. Non è radio, ma ne prende il nome, il nostalgico mangiacassette virtuale di Regina Spektor (nella sezione music) da cui possiamo ascoltare i brani dell'artista in streaming. Severine, invece, avrebbe inventato la prima radio per non udenti. Se nel leggere gli spot sentite profumo di goliardia, forse v'interesserà sapere che alla pubblicità radiofonica per sordi qualcuno ci ha pensato sul serio.

varato da: nikink alle 02:07 :: link :: commenti ::
roba rete



Navigatore

Questa imbarcazione,
ch'ebbe un rispettabile
passato come nave di linea,
è oggi il tender del nuovo
agile scafo del nostromo

e rimorchia in porto
postaccioni di gran stazza
- pesi e ponzati assai -
ma ogni tanto, vivaddio,
anche brevi e spensierati.

La capra di mare
fu avvistata anche
su questi storici legni:

Equipaggio

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Classe marittima

Pare che in Portogallo
vestirsi di lana caprina
sia molto chic:
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Canali

I canali collegano i mari
interni al grande oceano.

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