lana caprina
"abbiamo bisogno di una barca più grande"
Per prendere il largo,
o far ritorno al porto,
serve lo strumento adatto.
Per navigare sicuri in questa
rada, tra secche, correnti
e rocce a pelo d'acqua,
gettate ogni tanto un occhio
al portolano.
Nuovi del molo? Leggete qui (facendo attenzione agli
aggiornamenti a fondo post).
utente anonimo in ehilà, sono qui sot...
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Il presente natante,
mi pare patente,
non è una testata giornalistica,
benché incidentalmente
ci scriva un giornalista
e una cucina editoriale
esista.
Una periodicità c'è,
per le rubriche cadenzate,
ma quale sia
non domandate.
Scoprirlo potrete,
se vorrete.
Nel frattempo:
è cosa assodata,
non state prendendo
una testata.
solo *loading* volte
Il vero sinistro masochista non si può mai distrarre. Ti pare che si sia trovato un buon candidato per la poltrona di sindaco a Milano, ed ecco salta fuori un'analisi che ti fa rimettere tutto in discussione. Sono iscritto alla mailing list del blog di Alberto Biraghi e ho ricevuto un appello per partecipare ad un dibattito critico sulla candidatura Veronesi e su ciò che rappresenta, non solo per Milano ma per la Nazione intera.
Io ho letto e commentato, v'invito a fare altrettanto e diffondere. Anche perché c'è un problema di democrazia sostanziale. Come fa notare Alberto in questo post (trovate il link anche all'interno del post su Veronesi) diverse centinaia di persone s'appassionano a vere discussioni di sinistra, mentre i culi di piombo vengono a lurkare per capire che aria tira, ma di portare in piena luce quanto sta accadendo sui blog, neppure a parlarne. Ne discende che tocca sbattersi di più, fino a rendere ineludibile l'apporto della discussione in rete alla politica. Shall we overcome?
Anche i politici tedeschi stanno pelando gatte ispide. Ciò nonostante, l'unica cosa che sembra accumunare la nostra situazione alla loro è un certo sloganismo sbracato (da cui il titolo del post). Infatti, leggendo quest'interessante analisi su La Voce, si scopre che anche un ginepraio, su al Nord, non pare niente di che. Buon per loro.
Mia moglie sta promuovendo un proprio laboratorio per le scuole. Ha fatto una massiccia spedizione email e cominciano ad arrivare le risposte. Poi uno dice: ma perché 'st'uomo è sempre così negativo? Ecco un motivo a caso.
Rispondo alla pregiata Sua del 22/9/05.
Le proposte dei progetti devono essere inviati in cartaceo (...).
Per la richiesta di contributi è necessario compilare la modulistica relativa ai contributi che potrà trovare sul sito (...).
A Sua disposizione per ogni chiarimento, cordialmente La saluto.
Un governo che cambia più ministri dell'economia che terzini sinistri l'Inter, con identici risultati in campionato. Ma non molla l'osso neppure quando è costretto al sequel: a memoria mia (che risale a Saragat e La Malfa padre) direi che il ministro ciclico nella stessa legislatura è inedito. Poi c'è quello fazioso - nomen omen - che si piega, s'arrotola, si sputtana ma non si stacca dalla sedia...
Neppure io voglio far nomi, come Tito Boeri nel suo editoriale su La Stampa di ieri, né produrrò link. Le vicende sono note ed il problema, nel Paese dove le leggi portano nomi di persone e non vengono giudicate per efficienza propria ma per la bandiera che sventolano, è - come Boeri indica - la personalizzazione delle istituzioni, che perdono la propria autonoma efficienza e non vengono neppure più percepite come bene comune al servizio della collettività.
Una nazione di singoli che occupano posti di potere per favorire altri singoli. Nessuno considera il fine sociale delle istituzioni. Quale futuro, se le generazioni che forniranno il ricambio alla classe dirigente odierna non hanno mai neppure avuto il sentore che esista il gioco di squadra per il bene comune?
Già, gioco di squadra, orgoglio nazionale, esempio per i giovani. Ecco perché, nonostante la sceneggiatura zoppicante ed i dialoghi scritti da un software bacato, mi sono commosso guardando, ieri ed avant'ieri, lo sceneggiato sulla più grande squadra di calcio di tutti i tempi. Che, in tempi bui di discredito patrio, seppe dare un'immagine coesa dell'Italia.
Naturalmente, dal calcio d'oggidì non ci si può aspettare che un simile miracolo si ripeta, così come dai recenti post di nikink che ci svaghino, se i tempi sono quel che sono. Forse dovrei parlare d'altro - chessò: di figa - visto che persino il calcio m'ispira riflessioni risorgimentali. Maledetti granata moralisti e pallosi...
Avrò giocato troppo all'autopista: m'e venuto in mente che quei due, dico il numero due del ranking e l'uomo cicoria, attualmente facenti funzione di cani da riporto nei rispettivi schieramenti, hanno sbandato, con sinistra coincidenza e sintonia, entrambi a destra.
A che scopo? andando a caccia di cosa? Se l'ambizione politica rivela i suoi obiettivi, direi che in questo caso si tratta del nuovo esemplare d'occidentale insicuro. L'uomo della strada che da sempre vuole delegare la fatica del pensiero e delle scelte e che, in debutto di millennio, ha queste fresche paure di morire dilaniato in pullman, stroncato da un pollo virale, annegato dall'incuria di Kyoto, meticciato da orde barbare, estinto da parate frocie ed altre simili disgrazie ingigantite da media vieppiù isterici.
Mi viene stoico ed un poco cinico invitare questi mezzi cittadini ululanti sicurezza a non preoccuparsi. La sicurezza non esiste, la vita uccide con metodo, l'erosimo da prima pagina è appannaggio di pochi. Ricordati che non t'attende morte emblematica. Ben altri piani la vita ha in serbo per te. Un bel tumore che gioca a rimbalzino le metastasi, un'artrosi lentamente invalidante, cose così. Tieni dritta la schiena e respira con metodo, finché puoi.
Iniziano oggi i WebDays nella mia città. Sul monitor, il programma sembra interessante. Come sempre, questi tre giorni saranno i più intensi della mia settimana lavorativa, quindi so che non riuscirò neppure a farci un salto.
La cosa m'intristisce e, come spesso, l'umore lunare mi scatena in giullare. Dedico quindi ai miei colleghi ivi riuniti "Gente di weblog", brano sanremese di Tozzi, Maritozzi e Controcazzi.
gente contorta
che se ne sta
sulla tastiera
postando bla bla
noi prigionieri
dei nostri weblog
dall'ombelico cacciamo pensieri
mentre il mondo di fuori sta
inchiodato alla sua realtà
Un mio amico lavora nelle certificazioni. S'inventa il bisogno di qualcosa per qualche ente od impresa, glielo induce, glielo fa pagare. Caro. Le certificazioni sono la perniciosa quintessenza - insieme alla foia da brevettualità litigiosa - del lato oscuro della forza in questo mondo dilaniato tra il proliferare di sovraburocrazie sempre più complicate ed il progressivo umile assogettarsi della scienza alla complessità.
Da un lato, un autentico dispiegarsi del pensiero laterale, un'accettazione della finitezza che ci rende davvero forti nel vivere la nostra impermanenza ed incommensurabilità. Dall'altro, il tentativo d'irregimentare il caos, di stabilire il perimetro dell'aria. Vi racconto un aneddoto personale.
Per quindici anni - prima di passare di recente al toscanello quotidiano - ho fumato sigarette rollate, con una miscela mia di tre tabacchi. Chi si prepara il tabacco è un po' come l'utente Mac (spesso, come nel mio caso, la stessa persona). Sempre pronto al gné-gné infantile verso quegli altri, il resto bove del mondo. Nel caso in questione, codesti altri avevano il contenuto di nicotina e catrame sul pacchetto; noi, happy few, ovviamente no. Dipendendo da un'alea dimensionale, mi pareva impossibile misurare questi dati. Non è più così.
Di recente ho maneggiato un sacchetto di Samson. Sul fondo, scopro una tabella. Vi si riportano, per sigarette di due diversi diametri, rollate con due tipi di cartina (riso e cellulosa? non si specifica) quattro diverse combinazioni di piacere e penitenza. Tutto ciò a norma ISO 15592-3 (potete averla: 391 kb a 112 franchi svizzeri - bisogna pur pagare stuoli di teste fine).
Sul sito si scopre che hanno fatto le sigarette colla macchinetta, gli scarsoni. Almeno, nessun bambino cingalese è stato maltrattato per questo esperimento di cui al fumatore non fotte un'ovvia cippa. Importandogli, piuttosto, scoprire sul sito del produttore di tabacco Niemeyer (preso dalla tabellina) chi poteva essere il magnate ebreo coi baffi a tricheco che diede il via alla produzione nel 1800 e fischia. E rimanendo scornato per un sito incredibilmente in costruzione.
Tanto, anche se mi dici quanta merda inalo, se mi scrivi che la mia pelle invecchia, ti potrò sempre fare causa se la mia pelle putacaso ringiovanisse od un controesperimento dimostrasse che puppo meno nicotina di quanta te ne pago. Il lato avvocatizio della forza, s'accennava prima, è terribile e primordiale. Sul telefonino non c'era mica scritto "se lo sblocchi vengo a casa e ti picchio i bambini", giusto? Ehi, quella faccina che ride è roba mia, non penserai mica di disegnarla mentre telefoni e non cacciare i due fiorini? E via così.
Ma qui è meglio piantarla. la faccenda si fa complessa. Anzi, complicata.
...
Se volete leggere qualcosa di veramente ampio sulla complessità, finendo per capire differenza e gerarchia tra complicato e complesso, munitevi di un long-hissimo drink ed andate qui. Non fate i pigroni, dopo mi ringrazierete.
La recente battuta di caccia allo sciacallo nelle paludi louisiane viceversa infestate di borsette ancora vive, m'ha fatto tornare in mente una cosa letta tempo fa. Non so voi, ma io ci vedo un barlume di civiltà. Tengo a precisare che non sono un fan di Star Trek ma neppure un non violento da poltrona. La violenza è insita nella natura umana e non si può estirpare o fingere che non esista. La sua espressione istituzionale, però, dovrebbe tendere al minor danno. La violenza dello Stato, insomma, dovrebbe servire a controllare quella degli individui senza ritorcergliela contro, in una sorta di sacralizzazione. Qualcosa di diverso da quanto è successo in luglio a Londra, per dire. Ben vengano un flusso stringicoglioni od un raggio che ti stocchi tra naso e labbro, qualunque cosa tramortisca senza far sanguinare. Ecco una scheda sull'active denial technology ed un aggiornamento sulla sua pericolosità. A quanto pare non abbiamo ancora un vero dissuasore non letale. Ma possiamo augurarcelo, a breve?
M'è arrivata la bolletta italgaspiù, gruppo Eni. Tre mesi di pappa ed acqua calda, 15 iuri e 36 cents. Una sciocchezza. Analizziamo la bolletta in dettaglio.
L'oggetto si presenta in busta internografata formato americano a doppia finestra, stampata a cinque colori, tre dei quali dedicati al glorioso marchio Eni col cane a sei zampe nero che sputa fuoco rosso - Pantone - su sfondo giallo. La busta contiene tre (3!) fogli per complessive cinque (dico 5) facciate stampate ad un colore (blu istituzionale Italgas: il più, in ciano sulla busta, hanno avuto il buonsenso di stamparlo in retino). I tre fronti, naturalmente, hanno avuto il loro bravo passaggio in macchina a tre colori per fregiarsi del glorioso marchio col supercane eccetera.
Le Poste Italiane ci tengono, nell'inoltrarmi l'ordigno con servizio Postel, ad usare su entrambe le facciate il loro bravo verde vomito d'alieno per rendermi edotto, tra l'altro, d'una loro certificazione di qualità (questa delle certificazioni segnatevela, perché ne parleremo presto).
Ora, se a questo sfoggio tipografico aggiungiamo tutte le altre spese di produzione del conto, ci accorgiamo che - al prezzo che un tabaccaio vi chiede per spedire cinque facciate via fax (e fa bene a fottervi i soldi, se siete ancora fermi al fax e neppure possedete il macchinario) - il costo della mia utenza - il gas, dico - è veramente irrisorio.
Mi viene naturale chiedermi se non potrebbero semplicemente scrivermi (su una facciata): "guarda, ci devi davvero solo la mancia, facciamo che spalmartela sulla prossima bolletta". Magari spedendo in busta senza finestre. Addirittura, a tutti gli italiani con domiciliazione bancaria e collegamento alla rete, potrebbero mandare la bolletta per mail...
No, adesso sto veramente esagerando: il gas deve avermi dato alla testa.
Quando trovi, già scritte bene, le tue idee. Quelle stesse che t'hanno allontanato dalla tv.
E poi... "(...) nessuno o quasi fa più inchieste usando il diritto di cronaca tempestivamente (prima della magistratura, dico) nei confronti dei “forti”, siano essi poteri o individui, così che sempre più il diritto di cronaca diventa un “delitto” anacronistico di pochi colleghi che ancora se la sentono di rischiare di fare quello che sarebbe il loro lavoro (...)".
Che Beha si riferisca a gente come Carlo Ruta?
Questa imbarcazione,
ch'ebbe un rispettabile
passato come nave di linea,
è oggi il tender del nuovo
agile scafo del nostromo
e rimorchia in porto
postaccioni di gran stazza
- pesi e ponzati assai -
ma ogni tanto, vivaddio,
anche brevi e spensierati.
La capra di mare
fu avvistata anche
su questi storici legni:

"nulla die sine link"
Frootle
Malvino
haramlik
struzzo.tv
sottosopra
Jason Kottke
.commEurope
One More Blog
Placida Signora
terza di copertina
Cloridrato di Sviluppina
come diventare il mio cane
Acidosignore
base camp
Boing Boing
Bombay
Escualotis
Fantastici Quattro
giovani tromboni
HatingLine
Hotel Messico
la cuccia
la finestra sul porcile
LorenzoC
Masayume
no news good news
Séverine
Shangri-la
sociopatica
sottorete
Special Guest
Supergiovane
WildSide
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Zeta Vu
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Pare che in Portogallo
vestirsi di lana caprina
sia molto chic:
lana-caprina.blogspot.com
lanacaprina.blog.com
I canali collegano i mari
interni al grande oceano.
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aiutandoci a migliorarla.
[nikink at fastwebnet.it]