lana caprina
"abbiamo bisogno di una barca più grande"
Per prendere il largo,
o far ritorno al porto,
serve lo strumento adatto.
Per navigare sicuri in questa
rada, tra secche, correnti
e rocce a pelo d'acqua,
gettate ogni tanto un occhio
al portolano.
Nuovi del molo? Leggete qui (facendo attenzione agli
aggiornamenti a fondo post).
utente anonimo in ehilà, sono qui sot...
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Il presente natante,
mi pare patente,
non è una testata giornalistica,
benché incidentalmente
ci scriva un giornalista
e una cucina editoriale
esista.
Una periodicità c'è,
per le rubriche cadenzate,
ma quale sia
non domandate.
Scoprirlo potrete,
se vorrete.
Nel frattempo:
è cosa assodata,
non state prendendo
una testata.
solo *loading* volte
Non faccio in tempo a lanciarmi nella velleitaria perorazione sulla civiltà della discussione in rete, inserita nel post di ieri, che mi capita di leggere una notizia triste: dopo il fallito tentativo del Los Angeles Times con l'editoriale editabile, è il turno del Washington Post di chiudere il blog ai commenti, per poter studiare con calma un sistema di filtro che non li obblighi a passare la giornata a cancellare troll, fanatici e semplici idioti.
Eppure di cose idiote è piena la rete. Metti il nuovo blog su Chuck Norris. A prima vista sembra quello, un posto adatto ai rozzi, dove fare abuso di maiuscole, esclamativi, luoghi comuni, tremendezze. Ma forse no. Perché poi il blog cazzone fatto d'una sola idea mette di buon umore, suscita spirito.
Insomma, dove l'idiozia viene circoscritta ed elevata a codice, l'intelligente trova un sorriso e l'idiota un noioso punto interrogativo; dove invece si tenta di nutrire il pensiero, l'intelligente s'estenua e l'idiota sente la chiamata alle armi. È un mondo difficile.
L'immagine è un olio su tela di Joy Garnett, cui fa piacere attribuirlo perché protetto da uno share-alike di CC. A proposito d'intelligenza condivisa.
Ieri lana caprina ha compiuto un anno. Per l'occasione, capitan BobRock ha dato segno del suo amore per il vascello che - pur silente - comanda, inviando al nostromo un template nuovo che speriamo piaccia. Abbiamo un po' rimescolato la collocazione del paratesto, e ne diamo conto nel post per i profani, sempre raggiungibile dal link in fondo al sestante. A tutti quelli che profani non sono, ai lettori abituali, va un ringraziamento. Per aver dato un senso a questa navigazione. Per avermi regalato quando simpatia e pensiero, quando reciproca stima, addirittura amicizia. Ed il progetto Ita®iani, che sta muovendo i primi passi.
Una cosa sola può accumunare le erranti e diverse creature che scrivono: la fede in ciò che fanno. Altrimenti ogni pagina - e non importa che sembri bella o brutta - è inutile. E lo scrivere inutile è la peggior forma di tradimento che un uomo può inventare a danno di sé e degli altri.
Giovanni Arpino
È bello vivere qui, nella parte abitata e civile della rete. Inutile nascondersi che siamo la sparuta pattuglia d'un esercito a sua volta minimo. Ma non voglio usare la parola élite, parendomi più auspice dire avanguardia. Per chi osa e dosa la propria intelligenza, l'immaterialità nel rapporto con gli altri cittadini della rete è un opportunità di libertà, riflessione, crescita comune. Sta a chi ci crede far sì che questo approccio prevalga sulla caciara, sul falso e idiota senso d'impunità che è d'alcuni. Sta a noi far sì che questi alcuni diventino minoranza, mentre la cittadinanza della rete s'espande e - speriamo - migliora la relazione.
Bene, mi pare d'essere stato patetico a sufficienza. Passo a ripromettere - per l'ennesima volta, me ne scuso, ma il tempo proprio manca - una prossima espansione dei link, con divisione tematica. Ci lavorerò probabilmente dopo le Olimpiadi che, come ho già accennato, mi stanno assorbendo assai, nell'albergo in cui lavoro. Nei prossimi giorni vorrei scrivere qualcosa a riguardo dei Giochi, poi ho qualche post mezzo cucinato, ma in buona sostanza temo che il lavoro vero m'impedirà l'abituale assiduità per il prossimo mese. Me ne scuso in anticipo. Troverò sempre modo di leggervi, cercherò di contribuire.
Conto d'inaugurare a breve una nuova categoria, cui ho dovuto trovare un nome d'una sola parola poiché la nostra amata piattaforma Splinder ha deciso che le categorie del tempo andato divenissero tag, anche per chi s'accontenta del suo piccolo cabotaggio e si rende conto di quanto sia aleatorio contare sulla tracciabilità in una lingua ed una dimensione minoritaria. Si tratterà d'una rubrica lanosa, la rubricaprina, che uscirà come supplemento domenicale, il più fisso possibile, ed avrà come temi le lingue inglese e piemontese, la poesia, alcune domande ed il mio amore per i refusi. Il tutto in spirito caprino.
Mentre il politico di professione s'occupa di finanza, la politica vissuta, non che morire, si trasferisce altrove. Già sappiamo che si vota comprando: la leva economica è arma civile. Nella rete e dintorni, nell'economia della comunicazione, si vive un fermento politico dove, a nuove necessità regolatorie, si danno risposte amministrative che ripercorrono meccanismi consolidati, mescolando però gli schieramenti e le categorie classiche, o riproponendo vecchi stilemi dove meno te li aspetteresti.
In autostrada, ho sorpassato un autocarro carico di pedane di legno.
Un camion di pallets è un po' il mediano dell'autotrasporto.
Poco appariscente ma fondamentale nell'economia del gioco.
- Faccio il camionista.
- Ah va'? e cosa trasporti?
- Pedane.
- Ah...
Le società avanzate dell'informazione condivisa rischiano d'essere più classiste delle società di produzione di massa? Oppure, se avremo bisogni diversi - più immateriali - ci sarà una diffusa povertà, mediana, accettabile, supplita dalla condivisione stessa, di saperi ma anche di lavori?
Andiamo verso un nuovo feudalesimo con tanto di mezzadria? Al proletariato che produce beni nei Paesi a basso costo del lavoro, si sta affiancando un proletariato dell'informazione in Occidente?
Molte domande complesse mi vengono in mente leggendo quest'articolo - di Francesco Daveri da La Voce - sulla cattiva distribuzione degli inarrestabili guadagni di produttività negli Usa. Una lettura che vi consiglio perché, in fin dei conti, è la conoscenza che decide chi usa la zappa.
Qualcuno, al livello giusto, facesse il favore d'ascoltare il grido d'allarme di Hermann Maier, rilanciato da Gustavo Thoeni, sulla pericolosità degli sci carving. A due settimane dalle Olimpiadi, è decisamente tardi per disegnare nuove regole di sicurezza. Certo è bene cominciare a considerarne la necessità. Chi scrive ricorda bene la pressione agonistica cui fu costretto un povero ragazzo valdostano, immenso campione in boccio, di nome Leonardo David: prima - ed unica - vittoria in coppa nel 1979; morto, dopo sei anni di coma derivati da una caduta macchiata dal sospetto, nel 1985. Chi è interessato a questa vicenda, minima ma esemplare, che ricorda come Patria e sponsor possano camminare sui corpi degli atleti, segua i link.
"Questi sci sono pericolosi. Maier lancia l'allarme, Thoeni d'accordo: troppo veloci!"
Stefano Mancini - La Stampa
"Leonardo David, sfortunato campione"
Stefano Vigorelli - pagine70.com
Ricordo di Leonardo David
Paolo De Chiesa - torino2006.org
Leggendo questo post di Fricat, mi sono ricordato questo mio, in cui ambivo a trasferirmi nei commenti siccome in un rifugio. Mi piace scoprire che altri hanno riflettuto sul commentario come grande utero del bloggare. Nel commento si è intimi, sciolti, in tuta e ciabatte. Si scrivono le cose migliori perché si segue l'impulso e si cerca la sintesi. Scrivere dei post che dicano qualcosa, invece, è lavoro. Non sempre se ne ha voglia o tempo. Il commento è la vera qualità della rete abitata.
I problemi delle scorte di carburanti fossili in esaurimento e dell'efficienza energetica sono noti e sentiti. Beppe Grillo ci sta facendo i gargarismi da capopolo (qui il link diretto alla sezione del suo blog intitolata, appunto, all'energia). Il comunicatore web-markettaro Roberto Venturini, che di solito fa il giullare su Apogeonline, ha invece di recente scritto un articolo serio per presentare un'erba eccellente, detta dell'elefante. Se state pensando a quant'è grosso il cylum dell'elefante, non avete notato l'aggettivo "serio" nella frase precedente :-)
Si tratta infatti d'una cugina della canna (aridaie) da zucchero capace di crescere in terreni poveri, il che la rende ideale come biomassa combustibile perché, diversamente da altre colture, favorirebbe meno l'inaridirsi di buoni suoli. Una volta registrata la notizia, oltre ad accogliere il consiglio finale dell'autore a contribuire al risparmio energetico con piccoli gesti quotidiani, cosa resta da fare a noi, se non possediamo talenti o saperi per un'auspicabile sperimentazione? Senz'altro possiamo firmare (ogni tot vi tocca un mio appello, già sapete) per una proposta di legge affinché ci sia concesso di destinare l'8x1000 dell'Irpef alla comatosa ricerca scientifica italiana.
Mi sembra una scelta di cristallina laicità. Se mi è consentito disporre personalmente d'una parte delle mie tasse, ma non professo fedi, dovrei avere il diritto di finanziare la ricerca, spesso costretta, come si fa notare nel sito promotore, a "dipendere dalle questue e dalla vendita di arance, fiori ed altro". Per finire - a proposito di diritti, cittadinanza ed appelli - v'invito anche a considerare l'opportunità d'impegnarsi per sottoporre a referendum confermativo le modifiche costituzionali approvate in questa legislatura. In questo caso tocca schiodarsi dalla tastiera per raggiungere un banchetto, una segreteria comunale; oppure divenire raccoglitori di firme in proprio.
Chissà perché, inciampando nella storia del cetaceo urbano londinese, mi è tornata in mente la buonanima di Joe Strummer e compagnia clashante? Su, da bravi, torniamo tutti al nostro 'nam.
E, per un po', evitate di dire "in culo alla balena", ché non farà fine.
Notizia scandalosa. Ci sono delle brave persone che offrono per gli spiccioli un servizio on line di tutela del diritto d'autore. Mediante firma digitale e marca temporale, il meccanismo copyzero evita le pesanti spese richieste dal baronato Siae. Una rivista fighetta li fa passare per marpioni a caccia di facili guadagni ma - guarda tu - si tratta invece di un'associazione di poveracci "con le pezze al culo" (la definizione è del loro presidente, da questa autodifesa).
Facciamo ai ragazzi di costozero i nostri migliori auguri perché escano fortificati dalla squallida vicenda, ricordando la fresca salma d'un geniale e prolifico inventore, Stanley Mason (creatore del pannolino usa-e-getta, del filo interdentale, delle salviette umidificate, delle confezioni termiche da pizza e di molte altre cose che ci rendono comoda la vita). Mason è morto ottantaquattrenne, dopo una vita di soddisfazioni, guadagni e... ripetuti licenziamenti. Racconta egli stesso come, scaricato proprio a causa dell'invenzione del pannolino, ne concluse che essere licenziati è il miglior stimolo per andare avanti. Una calunnia ingiusta può svolgere la stessa funzione.
Qui il corposo necrologio del NY Sun per Stanley Mason, dove si scopre che ha iniziato ad inventare a sette anni, ispirandosi al padre, inventore della prima sedia elettrica del New Jersey (per fortuna non ne ha ricalcato le orme, preferendo progettare "oggetti ordinari, buoni per tutti i giorni (...) solo cose utili e molto comuni"). Qui un buon link per approfondire i temi della proprietà intellettuale nell'epoca della smaterializzazione.
Questa imbarcazione,
ch'ebbe un rispettabile
passato come nave di linea,
è oggi il tender del nuovo
agile scafo del nostromo
e rimorchia in porto
postaccioni di gran stazza
- pesi e ponzati assai -
ma ogni tanto, vivaddio,
anche brevi e spensierati.
La capra di mare
fu avvistata anche
su questi storici legni:

"nulla die sine link"
Frootle
Malvino
haramlik
struzzo.tv
sottosopra
Jason Kottke
.commEurope
One More Blog
Placida Signora
terza di copertina
Cloridrato di Sviluppina
come diventare il mio cane
Acidosignore
base camp
Boing Boing
Bombay
Escualotis
Fantastici Quattro
giovani tromboni
HatingLine
Hotel Messico
la cuccia
la finestra sul porcile
LorenzoC
Masayume
no news good news
Séverine
Shangri-la
sociopatica
sottorete
Special Guest
Supergiovane
WildSide
x§°nalità c°nfu§a
Zeta Vu
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italieni
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Decidiamo Insieme
The Morning News
CIA World Factbook
Pare che in Portogallo
vestirsi di lana caprina
sia molto chic:
lana-caprina.blogspot.com
lanacaprina.blog.com
I canali collegano i mari
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