lana caprina
"abbiamo bisogno di una barca più grande"
Per prendere il largo,
o far ritorno al porto,
serve lo strumento adatto.
Per navigare sicuri in questa
rada, tra secche, correnti
e rocce a pelo d'acqua,
gettate ogni tanto un occhio
al portolano.
Nuovi del molo? Leggete qui (facendo attenzione agli
aggiornamenti a fondo post).
utente anonimo in ehilà, sono qui sot...
utente anonimo in ehilà, sono qui sot...
utente anonimo in ehilà, sono qui sot...
utente anonimo in ehilà, sono qui sot...
utente anonimo in ehilà, sono qui sot...
utente anonimo in ehilà, sono qui sot...
utente anonimo in ehilà, sono qui sot...
utente anonimo in ehilà, sono qui sot...
utente anonimo in ehilà, sono qui sot...
utente anonimo in ehilà, sono qui sot...
Il presente natante,
mi pare patente,
non è una testata giornalistica,
benché incidentalmente
ci scriva un giornalista
e una cucina editoriale
esista.
Una periodicità c'è,
per le rubriche cadenzate,
ma quale sia
non domandate.
Scoprirlo potrete,
se vorrete.
Nel frattempo:
è cosa assodata,
non state prendendo
una testata.
solo *loading* volte
Rubricaprina inglese: i veri falsi amici
Seconda puntata
Tutti conoscono i falsi amici, parole od espressioni straniere che paiono la traduzione d'un equivalente italiano ma vogliono dire tutt'altro. Un esempio inglese classico è eventually, che non significa eventualmente bensì infine. Pochi invece conoscono i veri falsi amici, espressioni idio-caprine che sembrano proprio... ma... sì: vogliono proprio dire quella cazzata lì. Ve ne proponiamo un cospicuo campionario, diviso per parti del discorso (pronomi, avverbi, proposizioni, ecc.). Ci auguriamo di integrarlo col contributo dei nostri colti lettori.
proposizione at
At dead father
A babbo morto
avverbio when
But when never
Ma quando mai
verbi
Pulling it less
Tirarsela meno

Ho scoperto con colpevole ritardo, grazie ad una provvidenziale pubblicità cartacea, che la ditta d'abbigliamento Facis è fornitrice ufficiale del Giro d'Italia, dell'Inter e del Toro. Una commovente inclinazione per gli sportivi che soffrono.
In questi giorni a Cervia, fino al 1° maggio, è in corso il 26° festival internazionale dell'aquilone. Manifestazione in bilico costante, fedele al suo etereo oggetto, il festival romagnolo riesce sempre a fiorire in tempo - sul filo di lana, passatemi la battuta - grazie alla passione dell'organizzatore Claudio Cappelli. Un bel servizio con belle immagini lo trovate in edicola, sul numero di aprile di Airone (tra l'altro, è il numero 300 e se ne viene con uno speciale fotografico che da solo vale la spesa).
Leggendo i vari articoli, scopro che l'aquilone è chiave del progetto d'una turbina eolica planare che, benché richieda gran terreno, promette senz'altro un impatto ambientale ben più sopportabile delle classiche batterie di eliche. L'inventore è Massimo Ippolito, la società progettista è torinese. Qui maggiori informazioni, qui il sito ufficiale. Tra tante curiosità, però, la lettura che più m'ha colpito è un aneddoto storico che può darci un monito significativo: qui, oggi. Gli indian fighter - in India - ed i rokkaku - in Giappone - sono aquiloni da combattimento, con cui vengono svolte gare tradizionali (a Cervia si può avere un assaggio).
Ma il termine combattimento non sempre è valso come sinonimo di gara sportiva. Riporto un brano: "Sembrerà di tornare al Giappone dell'VIII secolo, quando il governatore di una terra sconvolta da terribili conflitti etnici affidò ad un'incruenta guerra d'aquiloni il destino del suo territorio. (...) alla fine l'aquilone che rimase solo in cielo fu decretato vincitore. La contrada che rappresentava governò la regione per un anno intero, fino ad una nuova battaglia aerea". Mi pare un'ottima idea - spettacolare, divertente, persino telegenica - per sostituire l'alea delle urne con un'altra invero.. aerea. Potremmo provare così, almeno non staremmo a ricontare migliaia dii pizzini.
P.S.
Sono rientrato da un paio di giorni. L'improvvisa compressione del tempo - destino d'una famiglia dopo una vacanza mediamente lunga - porta all'effetto imbuto che invariabilmente vanifica il sorriso rilassato che il tempo ozioso ci ha donato. Per ovviare un poco, mi sono occupato di cose materiali (tra l'altro, il resto della famiglia è tornato in spiaggia per due giorni) ed intendo continuare a farlo. Con metodo e lentezza.
Questo spiega come mai non mi sono precipitato qui a scrivere, non ho ancora girellato nella blogopalla, ho giusto smaltito un po' di mail. Due settimane senza computer ti fanno balenare la realtà: potresti non accenderlo più e probabilmente vivresti meglio. Poi, tra le cose che ho spulciato, segni karmici inequivocabili come questo (l'inadeguatezza del nostro cerebro al multitasking) e questo (troppe pippe a video accecano) mi fanno propendere per una ripresa soffice.
Voglio andare a letto prima, leggere qualche po' d'inchiostro. Sganciarmi ancor più dall'attualità, ridurre l'informarsi compulsivo. Dare più spazio al simposio; magari, come ieri sera, stare fra esatte parole, con amici. Magari capire che sarebbe bello podcastare questi momenti, ma sai che non vuoi sbatterti. E senti che la tua pigrizia è sana: t'arricchisci, lasci sedimentare. Forse, allora, avrai qualcosa di buono da dire. Vi auguro che non sia poco. Ci si rilegge domenica - inglese caprino - e poi chissà. Intanto, sono contento d'avervi ritrovato.
La fotografia è dell'ottimo John Watson.
E non commento e no che non commento non commento. Continuo a parlare d'altro. Questione di ore ed entrerò nel fiabesco regno d'ignoranza, in località marittima fuori stagione di massa, tra gnomi pensionati che non sanno ciò che votano, semmai votano, profonde letture di fumetti, ozio terapeutico. Quindi non commento.
Poi, bisogna avere i coglioni di ghiaccio per cavarsi d'impiccio nel rapporto esoterico tra percentuali e seggi, voti esteri e senatori jolly. A me pare un tristo pareggio foriero di nuovo seggio. Non commento oltre e parto sereno, confermato dell'ingovernabilità che già avvertivo, ora certificata dal voto. Il momento migliore per defilarsi.
Intanto, arrestano un altro anziano statista, che iniziò a latitare mentre io a vagire. L'ingovernabilità s'espande a macchianera. Ricordiamo che il premier del parastato transnazionale glocale Cosa Nostra, zu' Bino, fu pioniere del blog: all'arresto aveva in tasca diversi post. I suoi fedeli lettori hanno implementato, negli anni, il meccanismo del bullent: il commento via pallottola.
La mazzata alla mafia è un successo del nostro governo, qualunque esso sia. Quindi è una conquista democratica, no, liberale, no... In arrivo il governo dual boot con emulatore di voti esteri. La Rosa nel Pugno, flop del mondo blog, a corto di paillettes per arpionare il voto mercantile di chi non crede più al voto laico, decide di dare i propri deputati in beneficienza... Avevo detto che non commentavo, bestia.
Sono stanco, ho bisogno di samsara. Spengo il computer. Un saluto allo spider di Google, lavoratore atipico che nessuno ringrazia per lo sforzo diuturno. Un saluto a chi ripassa per spulciare l'archivio od il tagroll. Si sa mai che l'armatore BobRock voglia dire la sua, mentre il nostromo è assente. Un saluto a lui ed a voi, amici. Ci si rilegge a fine mese. Clic.
Parliamo d'altro, di cronaca. Diamo un occhio all'attualità. In un bosco nei dintorni d'Arezzo trovano due morti misteriosi. Dilettanti: in Ontario ne trovano ben otto, equamente divisi su quattro auto. In America sono sempre troppo avanti.
Un cretino inedito, appena venuto in possesso dell'email di mia moglie, ha pensato bene di ricambiarle gli auguri di Pasqua con il milionesimo inoltro della bufala del numero alessandrino che ti succhia la ricarica. Tsk: in Idaho (che, com'è noto, non esiste) ho saputo di un numero che direttemente atomizza e teletrasporta via il cellulare.
Due anziani politici europei s'accaniscono inutilmente per strapparsi di mano il fantoccio della democrazia. In un'isola caraibica - nota per conquiste civili come la sanità pubblica ed il turismo sessuale - un politico assai più scafato governa da quando aveva sette anni, avendo semplicemente abolito le elezioni. Non c'è partita.
Questo è il 300mo link sul nostro tagroll. Mi pare l'unica cosa seria da fare, oggi.
Rubricaprina scongiuri
Edizione straordinaria elettorale
Per oggi era prevista - in pasto ai non metaforici quattro sfigati che leggono un blog la domenica - la seconda parte della rubricaprina inglese. Ci pare inopportuno e poco profittevole dilettarci in questo peso frangente: saltiamo il turno. Inoltre, stiamo facendo gli scongiuri mediante tutto ciò che riusciamo ad incrociare, con qualche difficoltà per i coglioni. Preferiamo sospendere rubrica, postaggio e respiro fino a spoglio finito.
Per quanto riguarda la ripresa del supplemento domenicale rubricaprino, le previsioni vedono due settimane di buco pro ferie del titolare, quindi il regolare postaggio delle seconde puntate di inglese, domande e refusi caprini; seguirà un’altra settimana di ferie e poi la chiusura del ciclo, con l’attesissima (pfff) seconda parte del piemontese caprino, verso fine maggio. Questo in teoria ché, si sa, sul lungo termine… (toccatina elettorale!)
Per quanto riguarda la ripresa del viaggio della locomotiva Italia, che cosa dire, mentre stiamo legati sui binari? Che cosa augurarsi? Una dinamica alternanza tra i due baldi settantenni, a colpi d’allungamenti della vita, fino a metà secolo? La fine di Berlusconi o meglio la fine del mondo e di questa pena? Un’invasione aliena che ci porti democrazie che noi umani non vorremmo immaginare? Non saprei davvero.
Vi do un solo consiglio: non seguite le demenziali maratone exitpolliche tv, non leggete i giornali, non informatevi affatto fino a lunedì sera. Nel mentre - occupando il vostro tempo in attività proficue (fumetti, sesso, ozio, lavoro se proprio non potete farne a meno) - considerate di quanto nulla il mondo muti in realtà, prima di scoprire chi dovremo sopportare nel prossimo lustro di governo, in quest’angolo di nulla in cui viviamo.
L'esperimento del 5x1000 mi pare un incrocio sghembo tra uno scaricabarile governativo ed un malinteso intento di riappropriazione della cittadinanza. Può purtroppo servire a chiudere i rubinetti dei trasferimenti statali, con la scusa della scelta lasciata alla maturità dei cittadini. Obbliga senz'altro il settore no profit a scendere nell'agone del marketing: se questo postmoderno destino sia un bene, ognuno decida da sé. A me è già arrivato un volantino della fondazione Torino Musei: uno si chiede perché debba sostenere ulteriormente i musei della sua città (e le spese tipografiche delle loro campagne) quando dovrebbero già pensarci il Comune, con le tasse, le fondazioni bancarie, per statuto, e così via. Analogo discorso mi sembra valido per le ricerche scientifiche e sanitarie.
Però questa novità la si può anche usare bene, poiché è possibile indicare una precisa, magari marginale, realtà - onlus, associazione, ecc. - utilizzando il codice fiscale dell'ente cui avete deciso di destinare direttamente il finanziamento. Questa possibilità obbliga ad una scelta crudele. Spero che tutti voi abbiate già in mente dei beneficiari. In caso contrario, vi indico i due tra cui noi - famiglia monoreddito - siamo stati costretti a far la conta. Escluso il Cisv, editore di Volontari per lo sviluppo, testata diretta da una mia amica, di cui comunque siamo abbonati, abbiamo optato per un nuovo progetto dell'associazione Coscioni insieme all'onlus Era (Associazione Radicale Esperanto). Un progetto che coniuga la rete con temi sanitari cui siamo, incidentalmente, vicini per fatti familiari.
Qui vi lascio il codice fiscale dell'Era - la Coscioni non è ancora riconosciuta - nel caso vogliate imitare la nostra scelta per mancanza d'idee a voi più consone o prossime: 97104360587. Il riquadro in cui inserire il dato è il primo in alto a sinistra: «sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni». Ed ora lascio la parola a loro, per la descrizione del progetto.
Avevo l'età del blogger medio quando mi consumavo ad odiare il padre-padrone della ribalta politica d'allora: Bettino Craxi. Poi, l'oggetto del mio risentimento ha fatto la fine esiliata che si sa, mentre la mutazione nei costumi da lui indotta restava qui a fare i danni che vediamo ogni giorno. Allora ho capito che l'odio è una perdita d'energia. È improduttivo - oltre che prodomo di sudditanza - concentrare sugli uomini l'avversione politica: bisogna combattere ciò che rappresentano.
Questa premessa per dire che il paravento antiberlusconiano dietro cui troppi rifugiano la propria insipienza mi dà il vomito non da oggi. Come dice saggiamente un mio amico, anche Sua Ricrescita avrà ragione due volte al giorno, come un orologio rotto. Quello che va senz'altro combattuto, del berlusconismo, è la permanenza del conflitto. Funzionale nella visione dell'attuale premier; prigione da cui non riescono a liberarsi troppi dei suoi avversari, cui l'isteria non fa certo buon gioco.
A proposito di prigionia, come esempio della sobria e costruttiva campagna elettorale che stiamo vivendo, vi propongo questa cartolina elettorale ricevuta oggi. Votereste chi vi prospetta un simile destino per l'esercizio dell'alternanza? Buon per voi, avrete certo indovinato chi possono essere gli scherani della vostra fantomatica impunità commerciale. Poi, la cosa più buffa di questi toni gridati è il fatto che nascondano differenze programmatiche sostanziali sempre più sfumate.
Il berciare continuo offusca il dato attuale più importante: la convergenza del quadro politico verso un centro esteso che, lungi dal rappresentare la prevalenza del moderatismo, è segno dell'impossibilità di governare lo sviluppo fuori dagli argini - strutturali e non più ideologici - della modernità occidentale mercantile. Non c'è più un altrove politico. Ciò nonostante, entrambi gli schieramenti propongono un arco di possibili rappresentanze che include, agli estremi, istanze estreme (non necessariamente minoritarie).

Dopo aver lanciato il tagroll, una settimana fa, ho cominciato ad usarlo davvero. Ci sono ancora, nel mio HD, insondabili cartelle e archivi di mail e sgorbi di post cui attingere per trovare materiale interessante, ma non è di questi pippaioli propositi che voglio parlare. Per usare il tagroll intendevo: sei al lavoro, hai un minuto, leggi un articolo, segui un link: lo salvi. Oppure: scrivi un post, fai una ricerca, scopri un sito: lo salvi. E dove ti trovi, li ritrovi.
Ragazzi, lo so che metà di voi sta sorridendo, mentre commisera il vecchio caprone alla scoperta del webbone. Ma, intanto, ricordate che il tagroll, qui, è sempre vivo. Una bella garanzia, per quando si posta scarno. I nuovi ingressi, sei in altrettanti giorni, né ve li descrivo, né ve li rilinko. Beccatevi questo jpg, leggete e viaggiate.
Avrei voluto celebrare col trecentesimo link (siamo a 298) ma non stavo nella pelle. La ripresa dello scavo hardisco di cui sopra è rimandata almeno a fine aprile, la navigazione stessa sta per tramutarsi in ozio marittimo autentico. Oggi, tra una damigiana e l'altra, di buzzo buono scriverò un post elettorale, forse l'ultimo corposo prima delle ferie. Lo metterò anche su Ita®iani, Giò, stai tranquillo :-)
Eh già, dal prossimo mercoledì sarò assente per due settimane, da trascorrere in famiglia nel solito buen retiro proletario. Privilegi del mio lavoro di portiere d'albergo, prender ferie in mesi incongrui e sempre diversi. Leggerò - finalmente - carta, scriverò - se capita - in aria. Andrò sulla bici nuova, se me la consegnano in tempo. Camminerò, riflettendo sul futuro. Speriamo migliore. Ma, di questo, parleremo domani.
Un ponderoso studio ha stabilito che la forma perfetta per l'impaginazione d'un sito è quella della lettera F: una divisione in blocchi dove predominano due righe - in cui si condensa l'informazione principale - seguite da una colonna. Chi abbia impaginato sulla carta riconoscerà un certo sentore di... occhiello, sommarietto e via dicendo. Sai la scoperta.
Altro fatto ameno. La ricerca ha osservato l'attività oculare di duecentotrenta naviganti. Come si chiama la ricercatrice che ha fatto questo lavoro sull'occhio? Pernice!
Link (Punto Informatico)
Questa imbarcazione,
ch'ebbe un rispettabile
passato come nave di linea,
è oggi il tender del nuovo
agile scafo del nostromo
e rimorchia in porto
postaccioni di gran stazza
- pesi e ponzati assai -
ma ogni tanto, vivaddio,
anche brevi e spensierati.
La capra di mare
fu avvistata anche
su questi storici legni:

"nulla die sine link"
Frootle
Malvino
haramlik
struzzo.tv
sottosopra
Jason Kottke
.commEurope
One More Blog
Placida Signora
terza di copertina
Cloridrato di Sviluppina
come diventare il mio cane
Acidosignore
base camp
Boing Boing
Bombay
Escualotis
Fantastici Quattro
giovani tromboni
HatingLine
Hotel Messico
la cuccia
la finestra sul porcile
LorenzoC
Masayume
no news good news
Séverine
Shangri-la
sociopatica
sottorete
Special Guest
Supergiovane
WildSide
x§°nalità c°nfu§a
Zeta Vu
Zeus Blog
italieni
10x10
Cursor
noluogo
ecoblog
La Voce
slashdot
fai notizia
wikinews
Left Wing
what's up
Sky Tg 24
Articolo 21
Attivissimo
San Libero
raccapriccio
buiobuione
Zeus News
LibMagazine
Apogeonline
The Register
BlogGoverno
Benetton Talk
Nova Magazine
Punto Informatico
Decidiamo Insieme
The Morning News
CIA World Factbook
Pare che in Portogallo
vestirsi di lana caprina
sia molto chic:
lana-caprina.blogspot.com
lanacaprina.blog.com
I canali collegano i mari
interni al grande oceano.
Questo tagroll è roba
vostra. Scoprite porti
utili, segnalatene,
criticatene
la classificazione,
aiutandoci a migliorarla.
[nikink at fastwebnet.it]