lana caprina
"abbiamo bisogno di una barca più grande"
Per prendere il largo,
o far ritorno al porto,
serve lo strumento adatto.
Per navigare sicuri in questa
rada, tra secche, correnti
e rocce a pelo d'acqua,
gettate ogni tanto un occhio
al portolano.
Nuovi del molo? Leggete qui (facendo attenzione agli
aggiornamenti a fondo post).
utente anonimo in ehilà, sono qui sot...
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Il presente natante,
mi pare patente,
non è una testata giornalistica,
benché incidentalmente
ci scriva un giornalista
e una cucina editoriale
esista.
Una periodicità c'è,
per le rubriche cadenzate,
ma quale sia
non domandate.
Scoprirlo potrete,
se vorrete.
Nel frattempo:
è cosa assodata,
non state prendendo
una testata.
solo *loading* volte
Stralci da un articolo letto ieri...
Siamo tutti blogger, o quasi. Basta avere un sito Internet e giù a scrivere pensieri, opinioni, a pubblicare foto, filmati e altro sugli argomenti più svariati e singolari. Nati nella seconda metà degli anni novanta, i blog sono stati immediatamente seguiti da siti che ne consentivano la creazione gratuita, senza possedere competenze tecnologiche specifiche. (...)
Nel mondo si contano 24,4 milioni di blog, con 1,8 milioni di link. E ancora: 900mila sono i “post” (testi), di questi ne nascono circa 10 il secondo. (...)
Ma qual è la differenza tra un sito e un blog? Senza un sito non ci può essere un blog. Il primo normalmente ha un raggio d’azione e uno scopo più ampio, spesso istituzionale. (...)
Diverse sono le piattaforme che offrono gratuitamente la possibilità di creare un blog proprio. Tra queste, Spider, Blogger, Bloggere.it, censite da Nilson//NetRatings. L’operazione non costa molto, se il paragone è con il costo di un sito.
Perché i blog hanno questo successo? Perché sono in linea con le nuove tendenze. Quelle tecnologiche, legate all’utilizzo dei siti web, e quelle umane, con la frequente ricerca di mettersi in mostra, (...)
Ma, soprattutto, c’è il bisogno di cercare un contatto. Un contatto con qualcuno che sia disposto ad ascoltarci, a dedicarci del tempo, a comprenderci, ad accettare la nostra “particolarità”. Cosa divenuta difficile tra le persone, distanti anni luce l’una dall’altra, pur stando vicini, pur vivendo in stretto contatto di gomito. (...)
(...)
Caratteristica di questi blog (quelli aziendali / istituzionali, NdR) è naturalmente l’anonimato o l’uso di pseudonimi, per evitare eventuali sanzioni. (...)
C’è, però, chi usa il blog anche come mezzo di difesa, o di contrattacco. È il caso di un’azienda tipografica torinese che, dopo le lamentele diffamatorie di un suo cliente, ha deciso di aprire un blog con l’intento di fornire le ragioni contro l’accusa, invece di rivolgersi alla giustizia, dimostrando la linearità del suo comportamento. I risultati sono stati sorprendenti. Sono raddoppiate le visite al sito ufficiale della società e nel giro di poco tempo ha incrementato notevolmente le vendite, tanto da sospendere le campagna pubblicitaria in corso, perché non in grado di soddisfare gli ordini che gli pervenivano.
... e dal boxino informativo che lo accompagna (sprovvisto di link)
I più cliccati
Nel mondo:
Boing boing, Engadget, State, Daily Kos, Instapundit.
In Italia:
Beppe Grillo*, Arti e Bagagli, Macchianera, Daniele Luttazzi, Blocnotes.
I blog dei media nazionali:
Il Sole 24 Ore, la Repubblica, Corriere della Sera.
* Primo in Italia e in Europa, 13esimo nel mondo
Signori, l'articolo da cui ho estratto i brani appena letti è stato scritto da tale Romolo Paradiso, tra l'altro docente in Comunicazione alla LUISS Management. Siamo capre navigate: vi ho lasciato il nudo piacere della scoperta, non commentando né evidenziando (fosse pure con un'innocente sottolineatura, che sarebbe stata infine un po' invasiva) le gemme sintattico-logiche ed i pregnanti passaggi che dimostrano come il nostro conosca a fondo sia la lingua che la boccia in cui abitiamo, abbia condotto un'indagine serrata, faccia parlare i dati crudi, tiri le fila d'una riflessione acuta. Infine, non ho soldi per un avvocato, quindi mi posso permettere giusto l'ironia. Oltre ad una precisazione: gli stralci sono copincollati, i nomi errati non li ho riscritti male io.
Però, magari, siete curiosi di sapere da quale testata nazi-pop, truzzo-pulp io abbia scovato quest'illuminazione. Potete scaricare qui in pdf e leggere integralmente, se avete fegato, alle pagine 27 e 28 "Una blogosfera che raddoppia di numero ogni cinque mesi" (numero?). L'inchiesta è infatti pubblicata sull'ultima uscita (settembre-ottobre) del bimestrale "Giornalisti", organo ufficiale dell'Ordine, della Federazione della Stampa e di altri enti previdenziali assortiti dell'allegra combriccola. Leggendola, m'ha preso una sindrome da 8 settembre ("giornalista, io? mai stato..."). Mi frulla sempre più l'idea di dar dentro il tesserino e sostituirlo con la Carta Musei (ne faccio lo stesso uso, ma la seconda costa meno).
P.S. Mi corre obbligo, però, di ringraziare questo signor Paradiso per avermi offerto l'occasione, ad un anno esatto dalla precedente, di dare un'altra bella bacchettata alla categoria per l'attitudine svagata con cui troppo sovente affronta il fenomeno blog.
Esplosione in Iraq, ma non è una bomba.
P.S. Confermato il movente: la miseria.
Rubricaprina refusi: le rore è inaguato
Quarta puntata
Da molti anni il nostromo raccoglie refusi, errori e strafalcioni dai comunicati stampa che riceve. Il repertorio è vasto e viene finalmente messo a disposizione pubblica, suddiviso in sezioni tematiche: ri-don-dan (pleonasmi, ridondanze ed anacoluti), tast'i'era (errori di battitura), diamo i numeri (errori numerici), brevi manu (elisioni, aferesi ed omissioni), generone (mancati accordi di genere e/o numero), brave new word (neologismi involontari, significati creativi), il corner delle muse (voli sintattico-pindarici), certo, come no (assurdità semantiche), ze veri best-ia (capolavori multidisciplinari).
GENERONE
Tato e Tata int'o scantinato
(...) ambientato in un scantinato, affronta una tematica familiare difficile e ossessionante vissuta a tre, ed è interpretata (...)
BRAVE NEW WORD
un successone
(...) hanno iniziato da subito a riscuotere grande successo di pubblico grazie alle loro esibizioni infuocate nel nord di Londra. L'arma vincente della band è stata fin dal principio la capacità di creare ad ogni apparizione sul palco, un vero e proprio show che lasciava a bocca asciutta i presenti.
IL CORNER DELLE MUSE
e adesso audimi
Il commissario straordinario e' stato audito a Palazzo Madama (...)
CERTO, COME NO
mì, quant'è lunga l'isola...
(...) inizierà la cena che darà la possibilità di degustare i piatti tipici della tradizione cubana. Il menù propone Asado Argentino (...)
Brèchin niùs: uomini e donne sono diversi. Le neuroscienze svelano a cosa pensa lui quando dice che pensa a lei, spiegano perché le ricariche delle mogli durano la metà di quelle dei mariti. Auguriamo all'illuminante neuroscenziata la vittoria dell'Ig-Nobel prize.
Scusa, come hai detto che si chiama la tipa? Ah, ecco, mi pareva.

tecnica mista (finestre su screenshot, fotoritocco), 2006
Trascorrerò una settimana o forse più sottocoperta, per dare l'ultima grande rimpolpata al tagroll. Saranno giorni un po' così: informazione minima, poca lettura di blog; mi baloccherò in tassonomie sfrenate, rivedrò pagine improbabili. Siamo già a 430 link and counting: ne ho un altro centinaio abbondante da ripassare. Da qualche giorno sto viaggiando ad una media di 10-12 inserimenti al dì: approfitto dell'ultimo periodo tranquillo al lavoro.
Il grande progresso che la telematica apporta al moderno accumulo di cazzate è che, quando collezioni link, non prendono polvere. La raccolta perfetta: metti via, non riguardi mai (sai che c'è, ti dà sollievo) e nemmeno devi più pulire la teca. Ed a voi, nel mentre, cosa tocca? Rari post da microonde: freddure, spiritosaggini, mo' pure arte geek-concettuale. Passerà, siate fiduciosi. Nel frattempo, superfluo dirlo, potete intrattenervi con i nuovi link.
Rubricaprina domande: quando la curiosità bruca
Quarta puntata
Domande che non valgono i pixel su cui appaiono. Braccia da raccogliere a terra poiché rubate all'agricoltura. Bocche della verità che fanno le pernacchie. Schegge rimbalzate sulla superficie smaltata delle cose, nella speranza di scalfirla con un sorriso. S'accettano suggerimenti ed omaggi, si schivano gli ortaggi. Grazie.
dubbio alimentare
Il fast food all'interno del gerontocomio si chiama l'Ospizzico?
Guardo poco la tivvù: nella lentezza estiva capita magari più sovente. Ieri sera, come tutte le estati da quando ho l'età della ragione - molti, troppi anni - è ricomparsa la madeleine televisiva per eccellenza. Inalterabile, ineffabile, è passato lo spot del pennello Cinghiale. Io vorrei davvero conoscere quell'idiot savant del signor Beppe Cinghiale, che ha pagato una volta e poi più. Che, traversando i deserti del ludibrio, dello sgomento e dell'ilarità, è giunto sul pianeta Stracult. Il suo spot ha ormai conquistato il sapor nostalgico, azzurro stoviglia, delle etichette - metti il Jack Daniels o la soluzione Schoum - che "fanno classico". Od ottocentesco, retrò, quel che preferite. In televisione, che mi risulti, è il caso primigenio. Gli sta a ruota la cedrata Tassoni, ad essere onesti. Che però è più frequente, quasi inflazionata. E pure, se mi passate la battuta... sMinata. :-)
NdR
Ho scritto questo post di getto un due settimane fa. Poi, cercando link, ho scoperto che il Corriere ci aveva subito fatto il pezzone di costume con tanti bei link cretinettì. Vi si scopre il vero brianzolissimo nome di "Beppe Cinghiale" - cavalier Alfredo Boldrini, classe 1920 - e si parla anche della cedrata Tassoni, di Mina, ecc. Mi son detto: bella lì e ho dimenticato il bozzone. Quattro giorni fa, scopro che ha detto la sua anche il sempre ottimo Giuseppe. In suo onore ho deciso che: 1) arrivare buon ultimo è squisita mollezza agostana very chic; 2) l'estate caprina è sopportabile solo col... fresco di lana. In questo caso: frescone. Che non sono altro. :-)
Pare proprio che l'espressione latina che dà titolo a questo blog abbia gran successo in Portogallo. Oggi, nel post precedente a questo, ho trovato un commento d'una fresca bloggante (ha iniziato lo scorso 7 luglio) hostata su blog.com. La tipa sembra simpatica, per quel poco che mastico di portoghese. Tempo fa, scoprii un altro clone su blogspot (per precisione caprina, porta il trattino tra i due termini del nome). Quel figuro mi parve molto più tetro, mentre la novizia è svagata, tesa a dar corpo alla definizione che vuole il nostro comune sintagma come sinonimo di "bagatela". In effetti, tra tutti e due, incarnano alla perfezione le anime di cui vive anche LC italiana: la capziosità e la cazzoneria.
Ho deciso quindi di aprire nell'iper-paratesto qui a lato una sezione classe marittima, per ospitare i due gemelli lusitani, in fiduciosa attesa che il gregge s'allarghi. Quest'occasione di mettere mano al template è meglio spesa se, coniugando sinergia e pigrizia, ne approfitto per condurre pietosamente alla fonda il transatlantico (Ita®iani è, ahinoi, morto giovane) e dare qualche minimo ritocco al registro navale. Mi metto al lavoro.

Angelo, Hina, Uri.
Avere vent'anni è da sempre terribile. Enormi e sgomentevoli le possibilità, l'empito a darsi un senso ed una rotta, il coraggio necessario. Il verso successivo, in "Eskimo" di Guccini cui ho rubato il titolo, suona: "perché a vent'anni è tutto chi lo sa". Mi viene in mente d'acchito una rima feroce: "ed è scontro di civiltà". Hai voglia a dire che è solo una formula, bisogna distinguere. Intanto, è l'unica cifra che accumuna tre giovani vite spezzate, oltre all'anagrafe. Per restare ai maestri cantastorie, Brassens invitava a morire, sì, per le proprie idee, ma di morte lenta. Già, se te ne danno il tempo. Avere vent'anni sarà sempre più arduo, così come essere compiutamente umani.

Topolino dello scorso 8 agosto, pagina 90. La storia (testo di Nino Russo, disegni di Alessandro Gottardo) di cui riproduco il vignettone iniziale - "Paperino e il panettone agostino" - vede Paperino e Paperoga impegnati a piazzare, nella stagione delle vacanze, un milione di panettoni malriusciti, salati per errore da un'azienda di Paperone. Sarà poi Gastone a cavare d'impiccio i due cugini impiastri, vendendo gli pseudo-dolci nelle isole Baguettes, rimaste senza pane per protestare contro un aumento di prezzo, imposto dalla solita vecchia tuba.
Ordunque: che sono un cazzone me lo posso dire da me, ma permetto di pensarlo anche a voi, quando posto minchiate tipo questa. Però, ora, consentitemi un moto d'orgoglio. Non tanto per aver anticipato la corazzata Disney d'una settimana: chissà quando la storia è stata concepita (a me l'idea è venuta subito dopo Natale). Piuttosto, mi fa piacere d'aver acchiappato il segno dei tempi. Chiaramente, su Topolino non si possono permettere il mio cinismo, quindi il panettone ci finisce per sbaglio, ad agosto. Ma resta evidente che la società delle merci ci sta portando al tutto-sempre-subito-ovunque. Il segno di una festa - e di una resa - perenne, appunto.
Questa imbarcazione,
ch'ebbe un rispettabile
passato come nave di linea,
è oggi il tender del nuovo
agile scafo del nostromo
e rimorchia in porto
postaccioni di gran stazza
- pesi e ponzati assai -
ma ogni tanto, vivaddio,
anche brevi e spensierati.
La capra di mare
fu avvistata anche
su questi storici legni:

"nulla die sine link"
Frootle
Malvino
haramlik
struzzo.tv
sottosopra
Jason Kottke
.commEurope
One More Blog
Placida Signora
terza di copertina
Cloridrato di Sviluppina
come diventare il mio cane
Acidosignore
base camp
Boing Boing
Bombay
Escualotis
Fantastici Quattro
giovani tromboni
HatingLine
Hotel Messico
la cuccia
la finestra sul porcile
LorenzoC
Masayume
no news good news
Séverine
Shangri-la
sociopatica
sottorete
Special Guest
Supergiovane
WildSide
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Pare che in Portogallo
vestirsi di lana caprina
sia molto chic:
lana-caprina.blogspot.com
lanacaprina.blog.com
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