lana caprina

"abbiamo bisogno di una barca più grande"

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Il presente natante,
mi pare patente,
non è una testata giornalistica,
benché incidentalmente
ci scriva un giornalista
e una cucina editoriale
esista.
Una periodicità c'è,
per le rubriche cadenzate,
ma quale sia
non domandate.
Scoprirlo potrete,
se vorrete.
Nel frattempo:
è cosa assodata,
non state prendendo
una testata.

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giovedì, 25 agosto 2005
paese virtuale inquieta paese reale

Che una cosa la si debba conoscere per parlarne, per il giornalista medio è un lusso. Lo dico per carità d'esperienza. Gli scagnozzi di cronaca e costume sono chiamati a gettarsi in ambiti per loro inediti. Al massimo, resta il tempo per rotolarsi nella farina. Che poi qualcuno ne faccia uno stile di vita ineffabile, è un altro discorso, che qui non faremo.
La Stampa ha deciso un affondo di costume sul fenomeno rappresentato dal blog di Beppe Grillo. Ci ha fatto un bel due terzi pagina domenica 21 agosto, con fotona tratta dall'header del nostro. Alessandra Pieracci se la cava fino a quando scrive: "(...) gli assidui frequentatori del suo sito che, secondo un sondaggio «vanta già un blog all'ottantottesimo posto nella classifica mondiale» (...)". Il sito vanta un blog? Dunque son due cose diverse. Il blog è un arnese da gara?
Alla badante ambiziosa, che tenta la scalata alla comprensione del mondo, vacilla la ragione.

Direte: sei capzioso e favoleggi su inesistenti voglie di riscossa sociale. Può essere. Torniamo indietro di un giorno sullo stesso quotidiano, cronaca locale. Un incolpevole collega, Giacomo Bramardo, viene comandato ad una pleonastica verifica sul campo degli effetti del decreto Pisanu (vedi articoli 6 e 7).
Spedito per internet points, avviandosi semina inquietudine: "Fino a ieri, bastava entrare in uno di questi esercizi, pagare in anticipo il tempo stimato di collegamento e poi sedersi al computer. Inserito un codice di accesso fornito dal gestore e «lanciando» il browser di Explorer, si accedeva alla rete, in modo assolutamente anonimo. Si poteva compiere qualunque genere di reato, da quelli di tipo informatico alle truffe, scambiando informazioni di ogni tipo con l'altro capo del mondo senza la possibilità - una volta usciti dal phone center - di essere rintracciati". Brivido.
Seguono coloriture, bravamente richiamate in sommarietto interno, di "musica etnica e donne africane nelle cabine". Ben tre volte, pagato il prosseneta, impavido ed incognito il nostro si siede e constata di bel nuovo: "Volendo, potremmo compiere ogni sorta di reato: tentare l'intrusione nel sistema di sicurezza di una banca, provare codici di accesso, violare indirizzi di posta elettronica. Tanto, una volta usciti, nessuno sarebbe in grado di trovarci". Paura.

Ora, a me piacerebbe davvero uno smontaggio semantico del capolavoro (perché «lanciando» tra virgolette? Explorer È non HA un browser, le truffe via rete non sono un reato informatico?). Vorrei anche soffermarmi su luoghi comuni (il mitico altro capo del mondo) e delitti sintattici (l'olocausto apostrofale). Ma non è il punto.
Varrebbe la pena elencare le patenti bestialità tecniche, pratiche e logistiche. Ma si farebbe notte, e ci fermiamo qui. Ciascun navigatore appena smagato può valutare da sé la profondità tecnica di simile analisi.
Ciò che mi preme mettere in luce è la monodimensionalità prospettica, il tentativo - inconscio o compiacente a dirla cauta - d'ammantare la rete d'equivocità criminogena. La sua essenza di libertà ridotta a pura sentina del peggio umano. Così la badante baderà bene.

varato da: nikink alle 03:54 :: link :: commenti (12) ::
roba rete


Commenti
#1   27 Agosto 2005 - 11:11
 
oltre alla confusione più totale. qui ci troviamo di fronte ad ingnoranza ed ipocrisia.

un motivo in più per credere in questo mezzo [blog] e ai loro autori. che pur non essendo iscritti in nessun albo, stanno creando infermazione autentica, vera, provocatoria. e lasciamelo dire, corretta!!!
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#2   14 Febbraio 2006 - 15:19
 
Già, che PUR NON ESSENDO ISCRITTI IN NESSUN ALBO!...e come mai? ed è mai possibile che AUTENTICI MOSTRI creatori di informazione vera e provocatoria e...udite udite...corretta, non abbiano trovato spazio neanche su un giornalino ino ino?...mah! smontare pezzo per pezzo il lavoro degli altri a me pare semplicistico e mediocre...
utente anonimo

#3   15 Febbraio 2006 - 01:42
 
Caro anonimo, che passi di qui - chissà come - dopo mesi scagliandoti su commentari ormai sepolti, sappi:

1) che l'estensore del post è iscritto all'albo, per ciò che vale;

2) che in anni ha trovato spazio su giornali di varia fattura e periodicità, svolgendovi varie mansioni. E che giornali, n'ha fatti e condotti;

3) Che magari non riesce ad essere meglio che mediocre, ma che condurre una critica con metodo non è mai semplice.

Nel caso ripassassi, caro anonimo. nominati e spiegati meglio.
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#4   20 Gennaio 2007 - 18:45
 
Anche se con un certo ritardo, visto che sono chiamato in causa, rispondo. Con una sola considerazione: a tanti piacerebbe poter scrivere su un importante testata nazionale, ma per fortuna non accade, e si accontentano di criticare mossi dal solo stimolo dell'invidia.
Cordiali saluti.
Giacomo Bramardo, giornalista iscritto all'albo del Piemonte, professionista dal 1993.
utente anonimo

#5   23 Gennaio 2007 - 20:48
 
Caro collega, l'esserti palesato ti fa onore e merita una risposta.

Come gesto di conciliazione, ti dirò che mi spiace tu stia ancora rosicando, dopo tanto tempo, per una critica all'approccio medio del giornalismo cartaceo alla rete, dove ti ho usato come emblema avendo mai, quindi, l'intenzione di rivolgermi personalmente a te (vedi "incolpevole collega") quanto al meccanismo per cui, in redazione, non si dividono più i compiti ed al desk bisogna essere tuttologi, tanto tecnici quanto presunti enciclopedici.

Personalmente, ho vissuto quel poco di giornalismo che mi competeva, essendo piuttosto un redattore vecchio stampo - titolista e correttore - che un cronista. Ho sempre avuto presenti tanto le mie qualità che i miei limiti e non ho mai ambito a ciò che non avrei potuto soddisfare. Sono molto soddisfatto, invece, della mia riuscita professionale in altri campi. Credimi, non sto cercando di convincerti che non sono mosso dal'invidia, ché tanto, se vorrai restarne convinto, come d'una consolazione, lo resterai.

Ti dico solo che preferisco ricordarmi che l'articolo indeterminativo, al femminile, quando incontra una vocale prende l'accento (vedi il tuo "un importante testata") piuttosto che lavorare sulle parole essendo tanto avulso dal loro potere.

Nicola Pittavino, giornalista pubblicista iscritto all'albo del Piemonte dal 1988 (evidentemente sono più vecchio :-).
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#6   29 Gennaio 2007 - 19:55
 
Ho seguito con gusto questa vostra diatriba.

Personalmente mi lascia sconcertato e basito i ritardo di risposta del sedicente Giacomo Bramardo, giornalista iscritto all'albo del Piemonte, professionista dal 1993, che ancora, a distanza di mesi e mesi e mesi, continua nella sua persecuzione e/o provocazione verbale, condita di paroloni e fronzoli.

Tutto questo mi provoca solo un rigurgito mentale di un vecchio detto napoletano: "Si mett' 'o rhum ngopp' a nu strunz' nun diventa nu babbà"....

DiPiEmme
utente anonimo

#7   24 Aprile 2008 - 01:00
 
Caro Nicola Pittavino (ora conosco anch'io il tuo nome, visto che tu pubblichi quello degli altri con i tuoi commenti),
visto che sì, a distanza di mesi e mesi e mesi sono ripassato da qui (io vivo nel mondo reale e cerco di passare il meno tempo possibile a rincoglionirmi sulla rete), ti lascio le mie ultime considerazioni - badando molto bene agli errori di punteggiatura, che evidentemente interessano più che la sostanza di un articolo. Potrei fare altrettanto cliccando in giro per il tuo blog, che di tonfi di sintassi e punteggiatura vedo che sta abbastanza bene!. La differenza è qualche errore di scrittura può capitare quando si lavora in un quotidiano e si rientra da un servizio alle 22 di sera e alle 22,30 la pagina deve essere "chiusa" per mandarla alle rotative. Dovresti considerarlo e saperlo. Tu invece per correggere i tuoi commenti hai tutto il tempo e la calma che vuoi, non dovrebbe esserci UN SOLO ERRORE. Invece...
Peccato che tutta questa gente che apre ogni giorno migliaia di blog, per metà siano persone che perdono il loro tempo dietro disquisizioni davvero puerili, sterili quanto inutili per il singolo individuo e per la società in genere. Ritengo di essere stato fin troppo cortese nel rispondere la prima volta. E di aver perso fin troppo tempo per essermi lasciato convincere a lasciare quest'ultimo post.
PS: io faccio il cronista a La Stampa, ma non ho mai avuto il piacere di sentirti nominare. Caro Nicola, se vuoi che colmi questa lacuna ti aspetto in via Marenco 32, a Torino, quando vuoi, e ti offro un caffè. Così magari quello che non posso scrivere qui te lo spiego a voce.

Cordiali saluti e buon divertimento ai blogger

Giacomo Bramardo

utente anonimo

#8   24 Aprile 2008 - 01:21
 
Caro DiPiEmme,

ma dove li vedi tutti questi "fronzoli" e "paroloni" nel mio primo stringato intervento? Sono solo due righe. Ci vedi bene? E poi scusa, non confondiamo i ruoli: io non sono né persecutore, né provocatore, bensì la persona citata e tirata in ballo dal signor Nicola. Io mi facevo solo i fattacci miei... A meno che, tra voi blogger non esista nemmeno il diritto di replica. Quanto al tuo detto napoletano, mi spiace io sono del Nord e la tua lingua straniera ai miei tempi a scuola non era materia di studio prevista dal ministero dell'Istruzione. Saluti a Napoli.

Giacomo Bramardo

utente anonimo

#9   24 Aprile 2008 - 09:41
 
Ciao Giacomo, ben ritrovato e grazie per il civile commento (anche per l'ironica risposta a DPM, tenuto conto che il tenutario d'un blog non può essere responsabile diretto anche delle opinioni altrui).

Non rispondo alle tue legittime considerazioni, che hai tutto il diritto d'esprimere, perché effettivamente mi pare un po' sterile continuare a pettinare le bambole sulla questione sintassi Vs. sostanza (che per me pari sono).

Ribadisco quanto detto tanto nel post che nelle precedenti risposte: ho usato il tuo articolo per stigmatizzare la percezione aberrata che tuttora il giornalismo classico ha delle Rete e ripeto che mi dispiace che tu ti sia sentito attaccato come persona. Dalle tue parole dimostri che il mondo del blogging t'interessa poco e questo conferma come l'affidare pezzi sensazionali ad un redattore non specializzato possa essere funzionale ma è poco efficace.

Grazie per l'offerta del caffè - magari ne approfitterò, ché in effetti parlarci potrebbe essere più costruttivo - e non stupirti se non mi hai mai sentito nominare: ho lavorato solo in testate minori (Spazio Ovest, Minigiornale, Tribuna Giovani, Prisma, Città, Corriere Alpino) prima di dirigere per cinque anni (1998-2003) riviste settoriali turistiche distribuite solo negli alberghi. Come vedi, basso cabotaggio.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente nikink

#10   04 Maggio 2008 - 22:01
 
Ah! Ogni volta che vedo i giornalisti prendersi sul serio mi vien voglia di supportare quel guasçone di Beppe Grillo che vorrebbe abolire l'Ordine anche se in fondo lasciarle chiusi nel loro recinto a pascolare, queste pecore, rappresenta la panacea dei nostri mali.

Proprio oggi scrivevo dell'inutile cronaca che anima le nostre giornate che per esemplificare si racchiude nell'equazione giornalista che parla di internet = giornalista che parla di Cogne = notizie che non servono a niente

Detto questo, che invidia non poter scrivere per un quotidiano nazionale e dichiarare ogni anno (cifra non pubblicata per non incorrere nella denuncia portata avanti dal Codacons) quanto un professore di liceo.

Chi non sa insegna. Quest'altra equazione la lascio ai solutori più abili.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Giordano_Struzzo_TV

#11   06 Maggio 2008 - 18:06
 
Caro, carissimo ed esimio Giacomo Bramardo, giornalista iscritto all'albo del Piemonte, professionista dal 1993, rispondo alle domande rivoltemi nel tuo ultimo commento: il tuo "AUTENTICI MOSTRI creatori di informazione vera e provocatoria", oppure "semplicistico e mediocre" ti sembra linguaggio comune? A me no.

Alla tua domenda, "Ci vedi bene?", ti rispondo, e sono dati ampiamente documentabili, sì: 11/10 dal sinistro e 10/10 dal destro, praticamente un'aquila.

Il diritto di replica? Esiste eccome, altrimenti non avresti potuto leggere i tuoi commenti. Sarebbero stati cancellati, no?

Quanto al mio detto, io sono di Moncalieri, che certamente è più a sud di Torino, ma non credo che valga il detto "sotto Vinovo tutti terroni". Comunque non preoccuparti, l'Umberto sopperirà a queste mancanze...

Capito, uagliò? Non prenderti troppo sul serio, che già la vita l'è dura...

P.S. Lo offri anche a me un caffè? Corretto Bailey's, please. Ciao!
utente anonimo

#12   08 Giugno 2008 - 02:47
 
Carissimo anonimo che correggi il caffè con il Bailey’s,
(e che continui ad essere anonimo, a differenza mia)
vedo che persisti nell'attribuirmi frasi che non sono mie bensì di altri. Ti invito quindi a rileggere meglio l’intero scambio epistolare. Per il resto...
1) Felice che tu ci veda bene... anche se nutro qualche legittimo dubbio visto che continui a riportare frasi che non scrivo.
2) Grazie per il diritto di replica. Davvero generosi.
3) Moncalieri in effetti è a Sud di Torino. E per l’Umberto... beh, i recenti risultati elettorali parlano da soli e vista l’aria che tira magari l’Umberto sopperisce davvero alle mancanze...
4) Prendermi sul serio? Vedo che non mi conosci proprio... “uagliò”
5) Un caffè non si nega a nessuno. Intanto colgo l’occasione per salutare Nicola, che non è ancora passato a prendere il suo di caffè...

Giacomo Bramardo

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