lana caprina

"abbiamo bisogno di una barca più grande"

Sestante

Per prendere il largo,
o far ritorno al porto,
serve lo strumento adatto.
Per navigare sicuri in questa
rada, tra secche, correnti
e rocce a pelo d'acqua,
gettate ogni tanto un occhio
al portolano.

Nuovi del molo? Leggete qui (facendo attenzione agli
aggiornamenti a fondo post).

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gennaio 2005

Rubriche 2005
google
in rete c'è tutto
ship of fools

Rubricaprina
piemontese caprino

Registro navale

Il presente natante,
mi pare patente,
non è una testata giornalistica,
benché incidentalmente
ci scriva un giornalista
e una cucina editoriale
esista.
Una periodicità c'è,
per le rubriche cadenzate,
ma quale sia
non domandate.
Scoprirlo potrete,
se vorrete.
Nel frattempo:
è cosa assodata,
non state prendendo
una testata.

Bandierine


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Abbiamo vogato

solo *loading* volte

mercoledì, 30 gennaio 2008
sono andato in analysi

Lunedì ricorreva il terzo anniversario dall’apertura di questo blog, inizio della mia cittadinanza attiva in rete, ed avevo così tanto da fare nella città dei corpi - cercati od inevitabili - e così tanti appunti da scrivere e segnali da seguire in questa città delle relazioni pure - ma non meno intense - che ho scelto di non rispettare la scadenza a tutti i costi, con due righe veloci purchessia.





foto del terzo compleanno (e milionesimo utente) di del.icio.us, presa dal Flickr set di Laughing Squid

Questo blog esiste dunque da tre anni, sebbene uno sia trascorso in quiescenza per logoramento; tre anni che furono preceduti da un anno di newsletter aperiodiche a povere cavie e da cinque d’uso professionale della rete (ricerca, siti istituzionali e scarico selvaggio d’immagini per un periodico indigente, nell’ignoranza del fenomeno espressivo e relazionale dei blog).

Fu proprio una delle cavie - l’amico Beppe a.k.a. BobRock - che, per liberarsi dalla molestia dei miei notiziari proto-tlogici costituiti da link commentati, il 28 gennaio 2005 decise di “aprirmi” un blog e lo aggiornò con me per qualche tempo, prima di defilarsi e lasciarmi solo - restando mio lettore - in questo mondo dove ho subito abitato in modo congeniale, formativo, arricchente.

varato da: nikink alle 18:02 :: link :: commenti (4) ::
roba rete, portolano

sabato, 01 settembre 2007
per di qui, prego: nuova rotta


Non era possibile tenere a lungo la capra lontana dall’acqua, almeno questo caprone cui gettar(si nel)la rete piace come il sale. Per navigare ancora insieme, si sale su una nuova piccola imbarcazione: attenti al passo.

varato da: nikink alle 23:46 :: link :: commenti (2) ::
roba rete, portolano

lunedì, 26 marzo 2007
il blog è morto, viva il blogger

Pare che in rete non si muoia mai, perlomeno non mancano mai le sorprese. Da settimane non approdavo sulla tolda di questo natante; oggi l'ho fatto in previsione di questo post, che vuole dar conto delle mie molte attività in rete - altrove - a chi passasse ancora di qui, a chi avesse i feed attivi. Dopo aver cancellato una quantità di commenti spam in arabo (?) mi sono fermato ad assaporare due sorprese: una dolcissima - il commento dell'amica Deb (ripeto che aver conquistato alcune autentiche amicizie è la cosa più bella che la rete mi abbia regalato) - e l'altra sconcertante.

In un empito d'ego surfing, poco fa ho cliccato sul mio rendiconto link di Technorati. Ho così scoperto che il 12 marzo, giorno in cui hanno inaugurato per poi sparire (sei visite inclusa la mia!), questi quattro astrusi personaggi hanno inspiegabilmente linkato - con tanto di scicchissima anteprima snap - questo blog ormai in camera iperbarica, insieme ad uno stranoto social network - digg - ed a un blog inesistente - finanza e difesa. Una curiosa congerie, probabile frutto del caso, ma perché proprio io? Non mi capacito.

Non mi capacito, intanto, del perché si debba lanciare un prodotto così laccato e finito per poi soprassedere dallo spammare in ogni dove (magari però sto facendo uno scoop, li ho beccati mentre brainstormano un gran lancio ed in breve questi bei tomi finiranno nella sezione pornoweird di Repubblica) né, appunto, dell'eterogenea compagnia in cui mi trovo nel loro striminzito blogroll. Mi viene il dubbio atroce che qualcuno di costoro mi conosca personalmente. Il che è ancora più inquietante, perché si tratterebbe di gente viva e non di un ballon d'essai lanciato da alieni.

Vabbé, torniamo alla mia vita in rete. Per seguire quasi quotidianamente il costante deperirsi delle mie sinapsi, continuate a frequentare Surripedia, cui noi entusiasti surripedali™ (sodali in surripedia) abbiamo appena regalato un dominio proprio (surripedia.org) dove ci trasferiremo tra un bel po', finite le grandi manovre sull'organizzazione del layout e dei contenuti che ci stanno impegnando assai. La cosa, insomma, è seria e mi ci trovo come un pesce nel formaggio od un topo nell'acqua: adoro fare sul serissimo le cose più cialtrone.

A proposito di cose cialtrone, nel post qui sotto celebravo improvvidamente il pronto varo d'una nuova rubrica sul pesce enigmistico. Ho già pronti i testi, la presentazione, il "cappello" ricorrente. Sul sito, l'amico Fricat ha già inserito il mio nome tra i partecipanti e la rubrica categorizzata ("menace from outer spam"). Per ragioni, come si suol dire, "indipendenti dalla mia volontà" a tutt'oggi non s'è ancora battuto chiodo. Le mie gonadi stridono nel vedere quegli zeri abbinati al mio nome, io che vado fiero della mia affidabilità e produttività. Sto pensando ad un'azione dimostrativa in loco ma, un po' per evitarmi la fatica d'un assurdo post in cui spiego perché non scrivo dei post, un po' per salvare le chiappe ad un amico, lancio questo preavvertimento qui: Fricat, datti una mossa o ti sputtano a casa tua!

In ultimo, sono contento d'annunciare che m'è tornata la voglia di scrivere roba articolata e ponderata. Ho pubblicato poco fa un pezzo su Ita®iani (ecco il link diretto) e progetto di scriverne presto altri. Credo molto alla partecipazione in rete e considero lana caprina un esperimento concluso. Come avevo già scritto, qui torno solo per dare indicazioni della mia navigazione collettiva altrove, ecco perché i contenuti nuovi non vengono postati qui e poi ripubblicati su Ita®iani: voglio dare fiducia ad un gruppo cui Giordano e Massimo continuano a fornire un contributo sempre valido e profondo.

varato da: nikink alle 00:40 :: link :: commenti (2) ::
ultima fermata, roba rete, portolano

domenica, 28 gennaio 2007
ecco cosa sto facendo

Questo blog, cristallizzato da tre mesi, compie oggi due anni. Pur senza post, la media di dodici pagine giornaliere - metà di quando s’era attivi - mi fa credere che, oltre a spider, grabber, lurker ed altre cacofonie retaiole, qualche umano passi a vedere se son vivo. Addirittura - ma è un’ipotesi - qualcuno dei vecchi lettori potrebbe essersi accorto che il tagroll cresce con una certa costanza e magari – questa è fantascienza – lo trova utile. Fuor d’ironia, mi piacerebbe leggerlo pixel su schermo, se c’è chi usa il mio repertorio di link: questa è la volta enne che lo chiedo, magari qualcuno potrebbe muoversi a pietà, siccome non sono più molte le occasioni di fare due chiacchiere, da queste parti.

Detto del tagroll ed implicitamente del fatto che frequento ancora la rete, anche se meno i blog, vi ragguaglio velocemente sulla mia vita hardware, prima di tornare in quota deliri telematici. Nella prima metà di questa lunga pausa ho tirato il fiato, pensato a lavorare senza il pensiero di dovere, una volta a casa, lavorare per divertirmi; sicché ho avuto più tempo per accorgermi che ce l’ho, una casa, per giunta abitata. Poco dopo metà dicembre sono arrivate le meritate vacanze, piuttosto lunghe; ora ho ripreso il lavoro in albergo, con lentezza da bassa stagione. Quindi, per quest’ultimo periodo e nell’immediato futuro, fino alla primavera, il progetto in corso ha come parola d’ordine: sgombero.


Mi sto privando di cose che “non si sa mai”, cose che “ci sono affezionato”; roba che non serve ed intasa. Razionalizzo gli spazi guadagnati, faccio pulizia, qualche modifica, un muro in cartongesso ecc. Tutto questo ha riflessi positivi sulla mente, che a sua volta si amplia, pulisce e vede meglio cosa valga la pena perseguire, cosa abbandonare. La dinamica non cambia e se dico “devo decidermi a svuotare lo sgabuzzino grande” (quello piccolo è già stato bonificato) la mia ansia non è dissimile da quando dicevo “devo proprio finire quel post su”. La sottile enorme differenza sta nel non attendere conferme, nel dover rendere conto solo a sé ed ai propri affetti primari di ciò che fai – o tenti - di buono.

Ritorno dentro lo schermo. Scrivendo in rete, la cosa inattesa più bella è stato fare amicizia. Amici di penna vecchio stile: arduo purtroppo incontrarli la sera – ostano i chilometri – quindi intruppati nel cicaleccio tipico degli scriventi, che tra loro soprattutto scrivono sullo scrivere e scrivendo progettano castelli di scrittura. Gente così. E così mi sono arruolato nella ciurma del Pesce Enigmistico, ultima nata tra le facoltà di Chaltroonia ad opera del Rettore MagniFricat, dove è già pronta una categoria (menace from outer spam) per ridare nuova vita alla rubricaprina spam, morta in culla dopo una sola puntata. Testualità malandrina per un collettivo visual-delirante, esordio previsto a giorni.

L’incontro ad orologeria, che ha ridestato la vena, è stato poi la recente creazione di Surripedia da parte di SecondoSigillo. Ecco quattro cialtroni a fare il contropelo al dizionario, con ampi progetti eversivi. Da poco più di due settimane vi posto un lemma al dì: buonumore garantito ed un’oasi, per me che non riesco più a gestire scritture estese nella vita in frammenti. Tuttavia, non potendo negare la mia natura d’organizzatore mannaro, ho sobillato gli altri surripedali (sodali in Surripedia) a lavorare sotto il cofano per un un database ben fatto, ché il repertorio in cantiere lo merita. Infine, ad imperio del sentimento e senza affanni, ogni po' una tappa sulla creatura collettiva più amata non mancherà.


In attesa di ritrovarci in giro o semmai qui, vi lascio con un aneddoto sul mio avatar. La testata lana caprina fu scelta in onore della capziosità, del culto per il dettaglio che svela l’insieme, per la wildiana superficie ove attingere alla vera profondità. Poi, varato il natante, venne istintivo tanto dotarlo di paratesto a tema marinaro, per puro gioco infantile, quanto scegliersi un’immagine di capra per l’avatar di Splinder (pronti a tacciare di caprinità chi avesse avuto da obiettare alla bizzarria d’un caprone imbarcato come nostromo). Mountain goat, recitava il titolo dell’immagine trafugata grazie a Google. Mi piaceva, così bianca e solenne (e contrastata, il che, per un quadrato di 48 pxs…).

In tutto questo tempo non mi sono mai peritato di saperne di più, sull’ovino che ci mette la faccia al posto mio. Giorni fa mio figlio, in una scatola di dolciumi, ha trovato una scheda naturalistica sul mio alter ego. Adoro indagare i messaggi che le presunte coincidenze regalano. Vediamo un po’. Vive nelle Montagne Rocciose ed in Alaska (amo freddo e montagna). Non è una vera capra, ma un parente stretto del camoscio (salve, Piemonte). La sua lana è più pregiata di quella delle capre del Cashmere (stile innanzitutto). Era quasi estinta (non a caso, qui abbiamo chiuso). Da novembre a gennaio ha il periodo degli amori (ecco, io ho avuto il periodo degli accoppiamenti con altri bloggaroli scellerati).

E con ciò vi saluto, capra più che mai. Ci si rilegge in giro.

varato da: nikink alle 17:52 :: link :: commenti (5) ::
roba rete, portolano

martedì, 31 ottobre 2006
sto facendo altro

Niente scherzetto (ricordate la mia avversione per il tunnel delle feste che inizia oggi?). Non sono qui per fare degli auguri, né lo sarò ai prossimi giri di boa. Poiché non c'è un modo bello per dirlo, veniamo subito al sodo: lana caprina chiude. Chiuso, closed, fermé, cerrado, fechado.



mi comporterò da farabutto e sarà bello

Avevo pensato di fuggire all'inglese, come fece mastro Brenz a suo tempo, sparendo nel nulla senza neppure rispondere ai commenti. Ma non è il mio stile, poi non intendo abbandonare il web (e neppure questo blog, di cui - ammesso e non concesso che non riapra un dì - continuerò ad avvalermi per la memoria storica, i link che contiene, ed il tagroll che continuerà a crescere). Infine, mi pareva sgarbato non dare neppure uno straccio di spiegazione.

solo chiacchiere e distintivo

Il lungo post precedente mi è costato diverse ore sottratte al sonno ed alla famiglia, vittime predestinate. Però, nonostante la captatio benevolentiæ, fatta di ammicchi che chiedevano un coinvolgimento al lettore, non ha tirato su nemmeno un commento. Non ne faccio una colpa a nessuno, beninteso. Sono conscio d'avere un blog di nicchia dentro la nicchia che è già la blogosfera italiana. Gli è che metà dei miei - diciamo quindici - lettori è già d'accordo a prescindere (la predica ai convertiti) e l'altra metà è composta da lurker benevoli quanto tetragoni (la predica ai sordi). Così non mi pare costruttivo andare avanti, volendo fare di tanto in tanto del civico giornalismo, oltre a farcire i tempi morti di bagatelle. Ci pensavo da un po': la palese recente discrasia tra sforzo di produzione e risultati di condivisione ha solo fatto da catalizzatore.

siamo in tre: io, Smith & Wesson

Questo vecchio natante - dopo 21 mesi, 518 post ed all'incirca altrettanti commenti - rientra dunque in rada a tempo indefinito. Ma è inutile che nasconda la nostalgia preventiva dietro la finzione marittima. Parliamo di ciò che c'è qui ed ora: il nostromo resta in circolazione. Punto primo: vado a vivere nei commenti, come auspico da tempo. Quelli qui sotto, per chi volesse ulteriori spiegazioni; i vostri, siccome avrò più libertà per girare in rete. Inoltre, quando avrò qualcosa di serio da dire, lo farò su Ita®iani mentre, quando il giullare prende libera uscita, c'è sempre l'Università di Chaltroonia - a.k.a. Froottle - che può darmi ospitalità.

abbiamo bisogno di una barca più grande

Per concludere, non appena ho pensato di liberarmi della zavorra, subito la mia testolina ha cominciato ad elaborare idee su un nuovo progetto web. Non ho molto da dire, per ora, anche perché sono tutt'altro che certo di cavarne qualcosa il cui impegno sia compatibile con la mia vita. Semmai, sarà questione di coinvolgere altri. Ho in mente qualche spunto: priorità ai temi e non ai contenuti (i primi li devo ancora individuare, saranno premessa ideale e linea guida; dei secondi la rete strabocca: bando alla produzione originale e via col saccheggio); alternanza di lettere, suoni, immagini (sia fisse che mobili) e pubblico internazionale, quindi prevalenza alla lingua inglese. Vediamo se si riesce a combinare qualcosa; se no, saremo stati comunque vivi.

varato da: nikink alle 11:00 :: link :: commenti (13) ::
ultima fermata, portolano

martedì, 10 ottobre 2006
piccolo spazio pubblicità

Abbiamo messo gli AdSense! Ho aperto l'home page del nostro blog e - zac - quattro fantastici annunci d'argomento nautico sotto l'header - oh, so appropriate. C'è anche un bottonazzo che consiglia all'universo mondo l'uso del pandino rosso, giù in basso tra le bandierine.

Consiglio a tutti gli anziani blogger tecnospastici, macnostalgici e pocotenenti - rari, mi rendo conto - di dotarsi di socio armatore per avere analoghe sorprese. È bastato accenarne sabato sera; quel gran genio del mio amico - BobRock, che sa mettere le mani sotto il cofano del web - ha fatto il resto.

Ora basta ricordare di prostituirsi con gli amici - implorandone i clicchi - e di ricambiarli con analoghe prestazioni. Gli è che io, su sta cosa di come si dovrebbe reggere la web economy, tra furbetti del blogghettino e sfruttamento degl'impulsi neuronali di miliardi di mani posate su topi, nutro cospicua perplezza. Comunque, cliquæmus igitur.

varato da: nikink alle 23:12 :: link :: commenti (4) ::
roba rete, portolano

mercoledì, 04 ottobre 2006
miscellanea autoassolutoria

ovvero: capra chi legge

image hosted by ImageVenue.comPerché uno dovrebbe vergognarsi di compiangersi, se hanno inventato i blog apposta? :-)

Esco di casa al mattino; al lavoro, tipi idealmente vestiti di scuro m'aspettano per picchiarmi con dei sacchi d'arance. Sono clienti, collaboratori, fornitori, datori e non mi vengono più altri termini inerenti in tori. S'impegnano ad ammaccarmi l'anima, e mi rispediscono indietro fiaccato anche nel corpo. Così, tornato a casa troppe ore dopo, porto tutti i segni dentro. E, piuttosto che scrivere, m'addormento.

In questi giorni - e fino a fine mese almeno - non riesco a grattarmi in testa, figurati tenermi informato o riflettere sui destini del creato. Posseggo circa tre ore al giorno in cui posso dedicarmi a: famiglia, conti, faccende. Se riesco ad avanzarne un po' - ma pensa - passo del tempo in rete, a leggere e fare nuove scoperte. Ieri, per dire, ho avuto un soprassalto di fortuna: mezz'ora tranquilla al lavoro m'ha permesso d'incrociare le sintassi con Giordano, su temi volgarmente fiscali.

Così, se per un po' le mie innumeri bozze resteranno tali, i progetti titoli, gli appunti foglietti, questo blog vivrà di nuovi link, che silenziosi compaiono qui a lato e nel tagroll. Vi segnalo gli ultimi ingressi; almeno, mentre nei giorni a venire impiatterò quel paio di post senza tempo che tenevo da parte e terminerò un'articolessa su Torino (oddio, ancora...), avrete da fare qualche gita dove c'è più vita.

In ammiragliato fa il suo ingresso Malvino, che sorvegliavo da tempo. Trovo molto divertente immaginare lo spettacolo son et lumière - scintille per il condominio tra due egolatri peso massimo come lui e Adinolfi, che gli tiene compagnia qualche link poco sotto - stante la leggendaria competizione che li lega, a chi finge di meglio sballottare il borghese.

Tra le escursioni, dopo l'esordio del mio amico fondamentalista outdoorico con base camp e della nuova lettrice, vestale del lessico, Placida Signora - davvero un'oasi di cultura (non scherzo: giù le mani dal revolver) - giusto due giorni fa ho aggiunto altri due blogatori che seguivo tra il da un po' ed il parecchio: Bombay - un dolente disadattato di ginius :-) - e Sociopatica - una scrittura femminile rosso mestruale (che seguo almeno dal BlogDay 2005 - dove la segnalai - e che ho tenuto finora in attesa, prima d'arrendermi all'evidenza che la ragazza non è che chiuda e riapra di continuo, ma davvero ha il coraggio di postare solo quando le pare, fosse pure con intervalli di tre mesi).

In sala macchine, oltre a BlogGoverno ed al nuovo aggregatore partecipativo radicale fai notizia già segnalati, ho inserito Raccapriccio - davvero una gioia: il parco giochi del refuso, dello svarione e della lessicacata - scoperto grazie al solito Giordano (a proposito, lui sì che è troppo avanti: a che serve avere quasi sessanta link sul blog, quasi seicento nel tagroll, se poi non si ha tempo di visitarli, né noi né i lettori che... cara grazia se son passati sul nostro blog; così, tanto vale giubilare tutto, come ha fatto lui).

Cronache dal tagroll: potevano mancare? Salito a 584 - una ventina di nuovi link in poco più d'un mese - propone, tra l'altro: codesti apprezzanuvole; un particolare tipo di mostra-percorso che fa a meno d'un senso a caso: la vista; un'iniziativa - di crescita civile sulle mistificazioni che circondano l'uso di cannabis - per ora neonata e minoritaria, cui auguro un gran successo, al punto di averci messo la faccia (indovinate qual è). Ultima segnalazione: il link al museo della satira di Forte dei Marmi; un posto che mi piacerebbe visitare via hardware (auto e piedi) solo ne avessi il tempo.

A proposito di cose belle da fare cui tocca rinunciare, ecco il primo di due link che segnalo qui e - per opposti motivi - poi voglio dimenticare: il festival "parole in gioco" - mecca dell'onomaturgo da blog - che inizia tra due giorni ad Urbino (troppo lontano...) con gente del calibro di Stefano Bartezzaghi, Andrea Bajani, Ivano Marescotti, Ermanno Cavazzoni, Davide Paolini, Patrizia Valduga. Infine, un'emulazione dichiarata, fallita e celibe della famigerata million dollar home page: l'ha fatta un ragazzo italiano, si chiama painted home page; non sembra aver molta fortuna, forse perché ci si chiede a che pro fare da lui ciò che dà più gusto vandalo fare sul muro davanti casa.

varato da: nikink alle 09:48 :: link :: commenti (4) ::
roba rete, roba chic, portolano

domenica, 17 settembre 2006
tiré ël pét glorios

Rubricaprina piemontese
Quarta (ed ultima) puntata


image hosted by ImageVenue.comSiamo quindi giunti alla fine, ma che sarà mai? Il vero piemontese - l'avete ormai capito - non piange, non si lamenta; se sanguina, cerca di farlo verso l'interno. Catlin-a - Caterina, detta anche costesëcche - costole secche, sporgenti - la morte, insomma - con un po' di sarcasmo se ne sta al suo posto: tra le cose d'ordinaria amministrazione, semplicemente l'ultima. Tanto, quand ondes òre a sòn sònà - quando l'orologio ha battuto le undici, che vuoi farci più?

Staremo mica a fare i lamentosi: vénta dësgiochésse - bisogna farsi furbi (togliersi il giogo), dësgropésse - fare i disinvolti (snodarsi), gavésse la nata - nuovamente: farsi furbi (togliersi il tappo; espressione di chiara origine enologica che sta anche ad indicare il togliersi una soddisfazione). Altrimenti, capita d'acòrsëssne peui 'nt 'l pissé - pagarne lo scotto (accorgersene in seguito durante la minzione). Bisogna anche tener conto che il panél - fortuna (deretano) ci mette la sua parte; a noi resta giusto da decidere con che stile affrontare il gran passo, come tiré ël pét glorios (dove pét sta per scoreggia).

A dire il vero, è assai improbabile che la fine della vita terrena non faccia alcuna impressione, nell'intimo d'individui pur scolpiti nel bosch - legno. Il lessico lo dimostra, ironizzando sul destino di chi va al borgh d'jë stendú - cimitero (villaggio dei distesi), col paltò ëd bosch - cappotto di legno (o senssa mànie - senza maniche). Ivi giunti, non ci resta più, infatti, che fé tèra da cop - fare terra per tegole; ancora meglio angrassé ij còi - ingrassare i cavoli, così poi si può trascorrere l'eternità a mangé la salàda da la part dij tross - mangiare l'insalata dalla parte delle radici.

NOTA FONETICA
cc -> c palatale (es. cibo, cera).
ch -> c gutturale (casa, conte).
é -> e chiusa (vela, nero).
è -> e aperta - moltissimo :-D (terna, vello).
ë -> e semimuta alla francese.
-> come eu francese.
gg -> g palatale (gelo, gita).
gh -> g gutturale (gara, gota).
j -> i distinta non semivocalica (mai, sei).
n- -> n faucale - il suono impossibile per un non piemontese, vagamente simile alla n velare (fango, vanga) però sordo, marcato e trascinato: immaginate di pronunciarlo come le... can-zoni di una volta :-).
ò -> o aperta (mole, toga).
o (secondo altri ô) -> o molto chiusa, quasi u.
s-c -> s sorda + ce / ci a produrre due suoni distinti (pronuncia alternativa - ad es. - di scentrato).
ss -> s sorda.
u -> ü (più u alla francese che ü alla tedesca).
v -> u se in fin di frase (con elisione dell'eventuale o finale: es. giovo - giovane - quasi giùu).
zs -> s sonora.

NOTA EDITORIALE Diversamente dalle altre rubricaprine - raccolte di scritti per buona parte già esistenti - questa è nata dal desiderio di scrivere qualcosa - piccoli saggi - su lingua e cultura in cui sono cresciuto. Non si è composta quindi d'un cappello fisso seguito da testi generalmente raccolti sotto titoli interni, ma ha proposto una serie di temi con rimandi via link alle precedenti puntate, come per le rubriche dell'anno passato (che trovate nella stiva).

Trattati il sarcasmo come autodifesa nei rapporti umani, la difficoltà ad abbandonarsi ai sentimenti e l'ipetrofico senso del dovere, questa è la puntata finale: il piemontese di fronte a vita e morte. Certo avrei potuto dilungarmi ma, vuoi che si tratta di scrittura impegnativa, vuoi che non a tutti voi lettori può fregare di queste mie piccole manie antropologiche, penso che questo corpus ridotto possa bastare. A sostituire questo viaggio in una lingua ardua ma suggestiva, penserà un'altra rutilante trovata del vostro giocoliere di parole preferito: la rubricaprina spam, la cui prima sortita è prevista - salvo imperscrutabili salti ed assenze - tra cinque domeniche, compiuto il giro delle altre... lessicacate. Nel frattempo, come promesso, inserisco questa puntata nel portolano, dov'è facile da recuperare, e nella stiva, subito sotto le rubriche 2005.

prima puntata; seconda puntata; terza puntata

varato da: nikink alle 15:27 :: link :: commenti (2) ::
portolano, rubricaprina

sabato, 16 settembre 2006
panta rei (Mysterio?)


La macchina, sotto casa, ha scoccato 100.000 un mese fa. Il contatore, qui, 10.000 oggi. In banca, quasi sempre, siamo sotto di 1.000. Ed il 10, a settembre, ne ho fatti... lasciamo perdere, va'.

La battutaccia del titolo sarebbe poi ad introdurre l'incertezza sulla qualità del mio futuro in rete. L'agognata promozione cui ho già accennato è giunta infine ieri, dopo regolamentari nove mesi di travaglio: da lunedì prossimo trascorrerò - almeno per una fase sperimentale di tre mesi - poco meno di sessanta ore a settimana al rusco. Nel mentre, un cospicuo lavoro di copywriting e grafica ha fatto capolino per accompagnarmi fino a primavera. Insomma, credo che i fasti del postarello quotidiano appartengano ormai al passato. Passerò più tempo a commentare gli amici: è cosa più propria d'un tempo a brandelli.

Comunque avere avuto, lo stesso giorno, la soddisfazione di ammirare l'onestà del giornalista Marco Belpoliti che, chiamato in causa in questo post di luglio, si è preso la briga di giustificarsi è qualcosa che va apprezzato per via karmica. Rimestare minuzie, inveire contro le derive della comunicazione, sembrano non essere attività totalmente inutili, se appena ci si confronta con onestà ed apertura mentale. Io, di queste soddisfazioni, voglio ancora togliermene in futuro. Scriverò magari meno, ma di qui non mi schioderò per un pezzo.

varato da: nikink alle 23:01 :: link :: commenti (2) ::
portolano

venerdì, 01 settembre 2006
gran belato numero 489

Troppo stanco ed impegnato per pensare, sviscerare, indignarsi benché ve ne sia donde, persino per attendere le celebrazioni rotonde. Nel titolo, il numero progressivo di questo post: da tanto bela la capra, siamo quasi a 500. Ne approfitto per stilare un bilancio di navigazione, interpretare la rotta, dar conto di futuri progetti e d'una breve pausa che inizia oggi. Questo post è assolutamente autoreferenziale, da evitare se non siete amici o non volete diventarlo. È anche lungo assai; qui, in partibus infidelium, anticipo solo che, per una settimana circa, lana caprina va in letargo. Ed ora, chi mi ama mi segua, come diceva Emanuele Pirella. :-)

varato da: nikink alle 13:20 :: link :: commenti (5) ::
roba rete, portolano



Navigatore

Questa imbarcazione,
ch'ebbe un rispettabile
passato come nave di linea,
è oggi il tender del nuovo
agile scafo del nostromo

e rimorchia in porto
postaccioni di gran stazza
- pesi e ponzati assai -
ma ogni tanto, vivaddio,
anche brevi e spensierati.

La capra di mare
fu avvistata anche
su questi storici legni:

Equipaggio

 Il mio profilo Contattaminikink

Classe marittima

Pare che in Portogallo
vestirsi di lana caprina
sia molto chic:
lana-caprina.blogspot.com
lanacaprina.blog.com

Canali

I canali collegano i mari
interni al grande oceano.

Questo tagroll è roba
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utili, segnalatene,
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la classificazione,
aiutandoci a migliorarla.
[nikink at fastwebnet.it]